Lazio, con Carrizo poca scena e molta sostanza in porta

Titoli di coda per la telenovela Carrizo. Secondo il quotidiano on line argentino «Olé» nella notte tra mercoledì e giovedì è stato trovato l’accordo tra River Plate e Lazio per il passaggio del portiere in biancoceleste. Sette milioni e mezzo al club di Buenos Aires, contratto quinquennale per Juan Pablo Carrizo, classe 1984, da 650mila euro all’anno. Angelo Peruzzi ha finalmente un erede all’altezza. Ma sull’affare il presidente biancoceleste Lotito preferisce essere evasivo: «Nessun accordo, sono abituato a parlare a trattativa conclusa, con la firma sul contratto. La trattativa è serrata, vi faremo sapere». Niente di nuovo, invece, per quanto riguarda la situazione di Rocchi, Lotito si è limitato solo a un laconico «parlerò con lui».
Su Juan Pablo Carrizo, indiscusso titolare del River Plate appropriatosi recentemente anche della maglia numero uno della nazionale argentina (ma in Coppa America è stato il secondo di Abbondanzieri), non scommettevano in tanti. Troppo grosso, poco agile, mentalmente debole, inferiore al compagno di guanti, sempre. Un pregiudizio presto smentito. L’aiuto di circostanze favorevoli ha giocato un ruolo importante nella consacrazione di questo portiere, ma tutto ciò deve suonare come un’accusa per quanti, e sono stati tanti, non l’hanno da subito considerato quello che poi sul campo si è rivelato: un portiere di carattere ed alta affidabilità. La vera svolta della sua carriera, lui, giunto dalla lontana Villa Constitución, provincia di Santa Fé, alle giovanili del River Plate, avviene per caso. Nel 2006 il club di Nuñez ha tre portieri di buon livello: Lux, Leyenda e, appunto, Carrizo. Di Lux, classe 1982 anch’egli santafesino, si parla sempre più in termini entusiastici preconizzandogli una grande carriera: ha già vinto i Giochi Olimpici nel 2004, riportando finalmente un titolo calcistico di valore in Argentina. Nella Confederations Cup del 2005, gioca da titolare e l’Albiceleste si arrende solo in finale ad Adriano e al Brasile.
Ma il 2006 è un anno da dimenticare per Lux. A febbraio il fratello si suicida, lui corre a casa e resta assieme alla famiglia. A prendere il suo posto nella porta del River Plate c’è proprio Juan Pablo Carrizo. Gioca bene. Lux torna e si riprende il posto. Ma qualcosa non funziona più. La tragedia lo annienta e in campo si vede, papera dopo papera. La società riceve critiche dalla stampa e dai tifosi. Daniel Passarella, viste le prestazioni, lo accantona.
A metà stagione il nuovo numero uno delle «Galline» è Juan Pablo Carrizo. Ma JP, che è stato capitano delle selezioni giovanili dei Millionarios (il soprannome del River) convince anche se non incanta la platea, lui che non possiede il gusto della parata da flash, un marchio di fabbrica del classico portiere argentino. Tutta sostanza, proprio come il grande, ineguagliabile, Angelo Peruzzi.