Lazio, col Catania uno spareggio È un Lotito furioso

Lotito furioso che tuona contro gli «sciacalli di turno», Lotito che si arrovella il cervello per trattenere l’israeliano Golasa a Formello, Lotito pronto a dare il «la» per il riutilizzo di Ledesma. È innegabile, i fatti del pianeta biancoceleste ruotano attorno a lui, il presidentissimo, protagonista nel bene e nel male delle peripezie di giornata che vengono vissute nel centro sportivo di via di Santa Cornelia.
Ieri tutto è accaduto nell’arco di tre, quattro ore, dall’attimo della presentazione dei nuovi arrivi (ore 12 e 30) fino ad arrivare all’allenamento delle 15 e alle successive convocazioni, appuntamenti «spaccati» dalla conferenza stampa pre-gara di Davide Ballardini. «La Lazio non è in vendita. Ho il 67% delle azioni della società e non ho alcuna intenzione di mollare: ribadisco a tutti che Lotito non vende» ha sentenziato il padrone biancoceleste, che ha smentito in maniera categorica qualsiasi tipo di indiscrezione legata a ipotesi di cessione del sodalizio. «I soldi spesi per la Lazio - ha poi aggiunto - sono tutti del sottoscritto, e non sono frutto di cartolarizzazioni e crediti. Non ci sto a questo sciacallaggio politico in vista delle elezioni». E ancora: «La mia unica colpa è la troppa generosità. Amo questa società e la devo difendere da tutti. Posso essere antipatico ai mezzi di informazioni, ma ho sempre fatto gli interessi della Lazio e mai quelli personali».
Non ci sta, il signor Claudio, a fare la vittima sacrificale del tifo politicizzato e in maniera diretta attacca pure la vecchia gestione cragnottiana: «Il club adesso ha una proprio autonomia con le istituzioni e a livello di credibilità. Prima era oggetto di scippo, vedi Nesta e Crespo, per colmare debiti di bilancio. Oggi non si sarebbe mai iscritta al campionato». Inimmaginabile, la polemica, alla vigilia di un match delicato come quello che vedrà opposta alla Lazio, ore 15, al Catania dell’ex Mihajlovic. Perché la sfida dell’Olimpico se non rappresenta un’ultima spiaggia poco ci manca, ed è inutile sottolineare che chi perde oggi rischia di cadere nella depressione più totale e, soprattutto, ancor più impelagata nella bagarre-retrocessione. Per quel che concerne il capitolo Ledesma, Lotito ha passato la patata bollente a Ballardini («Spetta a lui decidere»); su Golasa, rientrato in Israele dopo il tira e molla dei giorni scorsi, è stato invece laconico: «Ha firmato per noi, ci rivolgeremo alla Fifa».
Contro gli etnei giocheranno i nuovi Dias (che entrerà in corso d’opera), Biava e Hitzspelger, che andranno a rafforzare la Maginot e la mediana; e in attacco rientra Floccari, finalmente uscito dall’infermeria. Niente male, s’è subito pensato, qualora fosse rientrato nell’undici di partenza Ledesma. Perché la sfida contro i siculi sarebbe diventata meno complicata di quel che sembra alla vigilia, infarcita di dichiarazioni e sogni a occhi aperti come quello di Maxi Lopez, che da promesso sposo della Lazio s’è trasformato nell’uomo delle certezze catanesi e adesso sogna la piccola rivincita contro chi non ha insistito per averlo in rosa. Invece Ledesma non è stato convocato nei venti che si dirigeranno all’ora di pranzo verso lo stadio romano. Ne deriva che fra poco giocherà dunque Muslera fra i pali, Biava e Kolarov agiranno sulle fasce e Stendardo e Radu stazioneranno al centro. Poi centrocampo con Firmani, Baronio e Hitzlsperger, pronto ad agire dietro al regista Mauri e alle punte Zarate e Floccari.