Lazio contro Giordano: a Messina parte l’operazione continuità

Emiliano Leonardi

Non sappiamo quanto peseranno su Messina-Lazio, in programma oggi alle 15 allo stadio San Filippo, il periodo trascorso da Bruno Giordano nella Lazio né le sberle rimediate dai biancocelesti lo scorso 27 agosto, quando vennero cacciati dalla Coppa Italia dai giallorossi siciliani con Di Napoli versione bomber (due reti in quel match). Per questo i tifosi laziali tocchino pure ferro in vista della terza sfida stagionale contro una formazione siciliana, ricordando i ko subiti contro il Palermo (1-2 all’Olimpico) e sul campo neutro di Lecce contro il Catania (1-3).
Ma la sfida di oggi non è solo un revival dei 16 anni vissuti dal prolifico attaccante trasteverino con la maglia biancoceleste addosso, e neanche il remake del 4-3 che cancellò l’équipe di Delio Rossi dalla seconda competizione italiana. Le esigenze di classifica lasciano poco spazio alle nostalgie o ai desideri di rivincita. E la Lazio spera di avere una pronta conferma al pokerissimo rifilato domenica scorsa all’Udinese. Delio Rossi cerca di responsabilizzare i suoi. «Per me ogni gara è quella della svolta - ha detto ieri incontrando i giornalisti prima della partenza per la Sicilia -. Sarà certamente un banco di prova importante. Noi siamo una buona squadra e dobbiamo solo dare continuità ai nostri risultati». Insomma, l’incomprensibile Lazio di questo inizio stagione cerca oggi la sua vera identità. E Rossi è ottimista: «Gli obiettivi della Lazio? Dipende solo da noi. Io dico che a fine campionato saremo a sinistra della classifica».
Quanto alla partita di oggi, a Rossi è chiaro che brucia ancora il ricordo della sfida di fine agosto in Coppa Italia. Che può diventare anche una risorsa. «Uno stimolo in più per vincere? Ci deve essere in ogni partita uno stimolo, e se quello della Coppa Italia lo è, ben venga». Rossi però avverte sulle insidie che aspettano la Lazio al San Filippo. «Troveremo molto entusiasmo visto che loro in questo periodo stanno facendo molto bene. Riganò? Gli attaccanti sono così, dei momenti gli riesce tutto. Lui è certamente un giocatore di categoria». E sul grande ex Giordano: «Il suo è un passato glorioso ed è un tecnico che ha fatto anche tanta gavetta. Ha avuto esperienze negative ma ne ha tratto insegnamento».
Quel che è certo è che oggi nello stadio che una volta veniva chiamato «Celeste» (un augurio per i laziali?) Cribari e Stendardo saranno chiamati a fare gli straordinari se non vorranno fare la fine dei difensori del Cagliari domenica scorsa, sbeffeggiati da Riganò con un sombrero che se fosse stato realizzato da Zidane o Ronaldinho sarebbe stato mandato in onda centinaia di volte dalla tv. Contro una squadra assemblata in maniera certosina, capace di accorciare gli spazi fra i reparti e di raddoppiare facilmente le marcature, Delio Rossi ripeterà l’esperimento di sette giorni fa, inserendo Mauri dietro le punte Rocchi e Pandev (gli autori dei tre gol laziali nella sfida di Coppa Italia) e mantenendo il rombo di centrocampo che vede Ledesma sul vertice basso davanti alla difesa e Mutarelli e Firmani sulle corsie esterne. Behrami aspetterà invece un altro turno prima di essere convocato. Arbitrerà Ayroldi, che ha natali baresi come Paparesta e che due anni fa annullò un gol regolare a Rocchi. Il fischietto pugliese di giornata ha diretto cinque volte il Messina senza mai assistere a una vittoria giallorossa, e altrettante la Lazio, che ha accompagnato verso un successo, due pari e due ko. Visto che gli scongiuri li abbiamo fatti in apertura, proviamo ad aspettare la svolta decisiva senza amuleti e portafortuna. Per la prova del nove stavolta servono grinta e carattere.