Una Lazio corsara tenta l’impresa a Torino

Nonostante il silenzio stampa imposto da Lotito, la vigilia di Torino-Lazio viene vissuta a Formello infarcita di novità. La prima riguarda la presenza in campo sin dal primo minuto di Rolando Bianchi, che sostituirà probabilmente Rocchi e farà coppia con Pandev. Difficile che Delio Rossi possa puntare sul tridente da trasferta, mentre appare lecito ipotizzare che dovrà rivedere l’assetto tattico difensivo ora che Scaloni è stato dato in prestito (18 mesi) al Maiorca. In compenso il tecnico di Rimini si ritroverà a breve in organico il motorino del Nacional di Montevideo, Mathias Cardaccio. Un acquisto dato ormai per certo e per niente sponsorizzato dalla stampa, al punto che molti si sono interrogati sulle qualità del giocatore. Che non vede l’ora d’essere tesserato e che s’è già confidato con Muslera, anch’egli proveniente dal Nacional: «Mi ha detto che la Lazio è un grandissimo club, glorioso, con una storia importante. E che i luoghi sono fantastici». Così, per vie traverse, il fan biancoceleste scopre pure che il portierino, dato per finito dopo le cinque sberle patite col Milan in campionato e rifiorito dopo i recenti impegni di coppa Italia, considera la Lazio come la «sua» squadra e non ha la benché minima voglia di affrancarsi da Formello. Le notizie di mercato coinvolgono anche Stendardo e Zaccardo, uno in procinto d’abbandonare il club biancoceleste, l’altro sogno a occhi aperti del melodrammatico club. Proprio ieri s’è scoperto che il viaggio onirico laziale resterà tale e che addirittura il terzino campione del mondo con Lippi potrebbe andare a Torino, sponda Juve, dove viene ormai dato per certo anche il passaggio di “Willy”. Per la sua sostituzione si parla insistentemente di Davide Zoboli, ventiseienne difensore del Brescia che risponde per caratteristiche tecniche ai requisiti chiesti del signor Rossi. Scavalcate le illazioni della campagna acquisti-cessioni, le attenzioni si riflettono inevitabilmente sul match dello stadio Olimpico piemontese, dove fra poco i laziali tenteranno di proseguire la striscia positiva: il pareggio di Napoli che ha regalato la conquista dei quarti di finale della coppa Italia, cui vanno aggiunti il successivo segno X, ottenuto sempre al San Paolo in campionato e la vittoria contro la Fiorentina, 2 a 1, nell’appuntamento-Tim Cup di giovedì sera. Giocherà Ballotta fra i pali, con De Silvestri in campo sia pur leggermente dolorante pronto a scorrere lungo l’out destro. Il giovanotto dovrà inevitabilmente stringere i denti, anche perché in difesa e a centrocampo, tra infortuni (anche Baronio s’è fermato, è a letto con la febbre) e squalifiche, ci sono gli uomini contati. Cribari e Siviglia stazioneranno al centro della difesa, mentre a sinistra sarà schierato Kolarov. Ancora out Firmani, alle prese con la sciatalgia, e Meghni (che dovrebbe essere di nuovo arruolabile a metà febbraio), stavolta in mezzo al campo torna Mudingayi che affiancherà Ledesma e Behrami col solito Mauri pronto a verticalizzare per il duo d’attacco. Arbitrerà il bolognese Nicola Rizzoli. Nelle sei partite disputate dal Torino con lui “giacchetta nera”, i granata non hanno mai vinto (2 pareggi e 4 sconfitte), mentre è altalenante il bilancio delle nove gare in cui ha diretto i laziali: quattro successi dei romani, due divisioni della posta e tre insuccessi. Per chi si affida ai precedenti dei “fischietti” di turno, la previsione è fra le più ostiche. Indecifrabile, come la questione rigori: i granata sono quelli che finora ne hanno subiti di più (7), la Lazio non ha mai avuto un penalty a favore.