Lazio e Cagliari pari Protagonista l’arbitro

da Roma

Nel deserto dell’Olimpico la Lazio fallisce dagli undici metri la quarta vittoria consecutiva e per la prima volta in campionato non segna; il Cagliari ringrazia e incasella il quarto pareggio di fila. Gioco assente, come il pubblico, tutto tranquillo per 91 minuti quando l’arbitro De Marco, fin qui abbastanza preciso, estrae tre cartellini rossi, Cagliari in nove e Lazio in dieci.
Gli ultrà laziali della curva nord insultano con cori il presidente Lotito, intendono esprimere la solidarietà ai leader della contestazione arrestati nei giorni scorsi e a Chinaglia per la vicenda della tentata scalata societaria. Rari gli applausi, si è giocato in un silenzio irreale e in uno stadio quasi deserto.
All’8’ per la Lazio l’opportunità del vantaggio: un rigore per il braccio del difensore Bianco nel tentativo di precedere l’intervento di Rocchi. Sul dischetto lo specialista Oddo, sempre a segno da cinque anni (aveva trasformato anche il penalty con la nazionale contro l’Ucraina) ma il portiere Chimenti in tuffo sulla sinistra devia in angolo. Altra occasione favorevole a metà tempo, prima un tiro di Rocchi a fil di palo, poi Mauri incerto nella conclusione quasi a porta vuota per l’uscita di Chimenti. La Lazio trova validi appoggi a centrocampo, Baronio si merita qualche timido applauso. Il Cagliari cerca di controllare il gioco lasciando solo Suazo in avanti, Peruzzi fa parte del pubblico, tocca un pallone solo su retropassaggio. Notevole superiorità biancazzurra, ma zero gol.
Il Cagliari infoltisce il centrocampo con D’Agostino; Delio Rossi gioca le mosse di Tare, un po’ di fantasia albanese per l’immobilità macedone di Pandev, e quella di Mudingayi togliendo proprio Baronio, il migliore in campo. Sarebbe tutto da dimenticare se non ci fosse stato l’arbitro.