Lazio da export: «Ora le imprese si diano da fare»

nostro inviato a Pechino
«La ricreazione è finita, ora si comincia a lavorare». Andrea Mondello chiude con una battuta la missione congiunta di Confindustria e Unioncamere Lazio in Cina, culminata due giorni fa con la firma di un protocollo di collaborazione economica con la camera di commercio di Pechino che ha aperto un varco, seppur stretto, verso il colosso asiatico alle piccole e medie imprese della nostra regione. Accanto a lui, Giancarlo Elia Valori sorride sornione: «Abbiamo gettato le basi del ponte tra i due Paesi, adesso anche gli imprenditori laziali devono fare la loro parte». Come? Magari cercando di portare a frutto i rapporti che hanno cominciato a intessere in questi ultimi giorni di incontri bilaterali con le aziende cinesi. Oppure attendendo gli sviluppi della prima «visita di ritorno» delle imprese con gli occhi a mandorla in Lazio, appuntamento già in calendario a ottobre. «Se non è interesse questo...», gongola Mondello, che racconta: «Al ritorno, ci vedremo con Veltroni, Gasbarra e Marrazzo per trovare il modo di dare continuità al discorso che abbiamo aperto con la Cina». Il numero uno di Unioncamere spiega di aver già telefonato al sindaco della Capitale, per anticipargli un bilancio di questa spedizione. C’è da stabilire come incentivare lo sviluppo bilaterale del turismo tra il Lazio e la regione di Pechino, che si scontra con una cronica carenza di voli tra le due città e con le mille difficoltà poste dal sistema dei visti. C’è da capire che anima dare alla «nuova» Fiera di Roma che esordirà nel 2006 e che dovrebbe vedere un’importante partecipazione della Cina. C’è da studiare come e quando organizzare una manifestazione dedicata al Paese del Dragone all’Auditorium. Ma la riunione con i vertici delle istituzioni locali sarà differita di qualche giorno perché Valori e la delegazione di Confindustria si tratterranno fino a sabato in Cina per valutare opportunità d’investimento e proposte. Per la verità qui a Pechino una rappresentanza istituzionale è venuta, ma gli assessori regionali a «Pmi, commercio e artigianato» e alla «Tutela dei consumatori», Francesco De Angelis e Mario Michelangeli, si sono uniti alla carovana di imprenditori laziali solo in veste di osservatori. Un ruolo defilato, il loro. Una presa di contatto in vista della missione che l’ente guidato da Piero Marrazzo ha in programma nel Paese del Dragone tra un annetto, a caccia di possibili cooperazioni per i comparti economici del Lazio vocati all’export. E c’era anche una traccia del Campidoglio, con un progetto per la riqualificazione degli hutong, i vicoli della vecchia Pechino. La settimana cinese del Lazio si avvia dunque ad andare in archivio con un bilancio positivo. E forse proprio la consapevolezza di aver fatto tutto da soli, senza l’appoggio degli enti locali e senza un intervento dell’ambasciata italiana in Cina, motiva l’entusiasmo di Valori e di Mondello, con quest’ultimo pronto a definire la missione «la migliore all’estero della mia vita». Speriamo che il primato non resti imbattuto a lungo.