La Lazio fa 107 e spegne le candeline nell’aula Giulio Cesare

La società sportiva Lazio compie 107 anni e li festeggia per la prima volta in Campidoglio, con una celebrazione colma di passione in ricordo di quel 9 gennaio 1900 che ne vide la fondazione da parte del bersagliere Luigi Bigiarelli e altri 8 soci, a piazza della Libertà. Ed erano in tanti ieri in aula Giulio Cesare, sede del consiglio comunale capitolino, per il compleanno della polisportiva più grande d’Europa con le sue 38 sezioni. Unica assenza di rilievo quella di Claudio Lotito, cioè il numero uno della Lazio più conosciuta, quella del calcio. «Noi lo avevamo invitato - spiega il presidente del circolo “Lazio in Campidoglio”, Giulio Pelonzi -. Lotito sarà stato sicuramente pieno di impegni ma sapendo che non era a Dubai per il torneo amichevole della squadra, mi dispiace non averlo visto qui. Oggi avremmo potuto non solo festeggiare la Lazio, ma iniziare quel dialogo con le istituzioni che da tempo auspichiamo».
Organizzatore dell’evento, appunto, il circolo «Lazio in Campidoglio» nato il 9 novembre scorso per iniziativa di undici consiglieri comunali appartenenti a tutte le forze politiche, ieri presenti quasi al gran completo: oltre al presidente Giulio Pelonzi (Ulivo) i consiglieri di An Alessandro Cochi, Marco Visconti, Fabio Sabbatani Schiuma, Dino Gasperini (Udc), Maurizio Policastro (Ulivo), Fabrizio Panecaldo (Roma per Veltroni) e Gianluca Quadrana (Rnp). Ad aprire la cerimonia il presidente del Consiglio comunale, Mirko Coratti: «Siamo qui per una realtà storica della nostra città. Ora spero che nel prossimo bilancio comunale i fondi per lo sport aumentino». Il presidente della polisportiva Antonio Buccioni auspica «l’apertura di un tavolo tecnico con il Comune per ampliare alcuni impianti sportivi» e chiude ricordando il «leggendario presidente Renzo Nostini» (applauso generale e commozione), cui verrà intitolata, come sottolineato anche dal sindaco Veltroni, «la città dello sport di Tor Vergata progettata da Santiago Calatrava».
Quindi è la volta delle premiazioni: a ricevere targhe e medaglie i presidenti e gli atleti delle varie sezioni (atletica, calcio femminile, canottaggio, rugby, triathlon), ma anche i due cantanti Aldo Donati e Francesco Scarcelli (autori di due fortunati inni) e volti noti come i conduttori radio e tv Guido De Angelis, Michele Plastino e Gianluca Tirone, il campione di scherma Stefano Pantano e il direttore del Tg2, Mauro Mazza. L’entusiasmo cresce, Gasperini propone l’istituzione del premio Nido delle Aquile, «dedicato ai laziali titolari di bar e luoghi di ritrovo presi di mira dagli sfottò romanisti, per dire loro che le istituzioni gli sono vicine e che i tempi sono cambiati». Chiusura musicale, con l’aula Giulio Cesare che intona a gran voce gli inni di Scarcelli e Donati So già du’ ore e Non mollare mai.