«Lazio, la manovra regionale non basta a tappare i buchi»

Sanità, la Fials-Confsal critica piano di rientro e Finanziaria: «Tagliata solo l’offerta sanitaria non le spese davvero superflue»

Basterà l’eccezionale manovra finanziaria da 300 milioni di euro che, assieme al resto del pacchetto d’interventi, costituisce la base per coprire il passivo della sanità? Sembra proprio di no. A meno che questa stessa cifra non si vada a sommare, oltre che ai 488 milioni di euro (per complessivi 788 milioni) di costi correnti, anche a un ulteriore risparmio su quelli che sono i servizi socio-sanitari appaltati. Tirando le somme, «l’economia complessiva che nel 2007 si dovrebbe produrre con la manovra sarebbe solo sufficiente a coprire una parte, anche se consistente, degli interessi passivi maturati nel corso dell’anno dal debito cumulato». Ne è convinto il segretario regionale della Fials-Confsal, Gianni Romano, che critica tutta la linea d’intervento nonché la metodologia applicativa che l’ha prodotta, visto che «le uniche poste a subire una netta riduzione sono quelle dell’offerta sanitaria e del personale impiegato nelle Asl e nelle aziende ospedaliere». «Quanto invece - prosegue Romano - alle vere ipotesi di risparmio, ci saremmo aspettati di constatare un taglio netto agli appalti, alle consulenze esterne e ai contratti temporanei sottoscritti ai dirigenti amministrativi: tutti esborsi da considerarsi superflui. Invece quei 300milioni di euro di manovra aggiuntiva sul deficit sanitario nemmeno coprono tutti i debiti del Policlinico Umberto I che superano i 500, di cui 250 nell’ultimo biennio». Ma allora su quali poste si produce l’inversione di ripianamento? Certo non dal ridimensionamento delle spese superflue o addirittura inutili.
Piuttosto, è importante rimarcare che tutte le ipotesi sul rientro del debito sanitario tracciate da sei mesi a questa parte dalla giunta Marrazzo hanno avuto come denominatore comune il taglio dei servizi sanitari con la riduzione di 1.557 posti letto da attuare già nel 2007, l’innalzamento delle aliquote addizionali già ad agosto scorso in sede di assestamento di bilancio e l’inserimento da gennaio dei ticket sulla farmaceutica, sugli accessi al pronto soccorso e la tassa aggiuntiva di 10 euro imposta sulle ricette delle prescrizioni specialistiche. Ecco perché il sindacalista punta l’indice anche sul progetto complessivo della manovra, rimarcando che «per tenere conto del cosiddetto andamento programmatico della manovra, esplicitato dall’assessorato al Bilancio con 1.092 milioni di euro per il 2008 e 1.467 per il 2009, bisogna che ci sia una visione d’insieme tanto lineare quanto credibile. Perché se davvero il presidente Piero Marrazzo vuol chiedere aiuto al ministero dell’Economia, allora è necessario che presenti un piano di rientro snello ma soprattutto attuabile senza ridurre l’offerta assistenziale a chi ne ha bisogno».
Ieri con la Legge finanziaria sbarcata in aula alla Pisana per dare il via alla discussione che terrà impegnati consiglieri e assessore per almeno una settimana è iniziata anche la stesura di una grossa fetta di emendamenti: in prima istanza quelli che toccano la leva fiscale: ticket e taglio dell’offerta sanitaria gratuita in regime di day hospital.
E se il sindacato autonomo vede all’«orizzonte economico» scelte infauste, l’assessore al Bilancio Luigi Nieri si professa invece fondamentalmente ottimista. «L’effetto della manovra complessiva lorda di parte corrente per il 2007 - commenta l’esponente della giunta - è pari a 1.818 milioni di euro. Con la previsione di una manovra da 6 miliardi di euro in 3 anni». Dove l’ottimismo di Nieri viene fuori proprio dal controllo della spesa sanitaria (leggasi tagli) che dovrebbero produrre un recupero di 3.200 milioni di euro.