«Il Lazio non risana i conti ma pretende i premi dal governo»

PIANO DI RIENTRO Non sono stati raggiunti gli obiettivi fissati negli accordi al tavolo tecnico

Il vicepresidente della Regione Montino ha scritto al ministro Sacconi e a un nutrito numero di parlamentari per segnalare la «gravissima situazione finanziaria della Regione Lazio a causa di mancati trasferimenti dello Stato per circa 4 miliardi di euro». Minacciato sciopero della fame da parte dei più sprovveduti sostenitori della ormai disastrata maggioranza di sinistra al governo della Regione, proclami e invettive - ormai noiose - contro la linea di rigore assunta dal governo centrale nei confronti di una sanità regionale mai stata così a rischio di dissesto. Il tutto durato poche ore. Il tempo necessario al ministro Sacconi di riscontrare l’infondatezza della richiesta avanzata dalla Regione. Ne parliamo con il senatore Cesare Cursi, responsabile nazionale salute e affari sociali del Pdl.
Lei ha definito fin da subito la richiesta della Regione Lazio l’ennesima bufala elettorale. ..
«In questi anni l’esecutivo regionale ci ha abituato a un modo “urlato” di gestire la sanità pubblica. Un tentativo maldestro di nascondere il fallimento - totale - di una intera legislatura. La lettera di Montino aveva il chiaro obiettivo di creare confusione su una situazione, di per sé, semplicissima».
Vale a dire?
«La giunta Marrazzo ha mancato gli obiettivi previsti dal Piano di rientro, continua a operare in disavanzo finanziario e ogni eventuale trattamento di favore da parte del governo nei confronti del Lazio sarebbe discriminatorio e penalizzante di fronte ai sacrifici operati dalle altre regioni».
Ma i 4 miliardi di crediti ci sono o no?
«Certo che no, magari... I 4 miliardi ipotizzati sono suddivisi in circa 2,2 mld di euro per fiscalità pregressa e 1,73 mld per residue spettanze a titolo di finanziamento premiale da parte del Servizio sanitario. Dei 2,2 mld solo circa 373 milioni di euro sono riferiti al 2007 e quindi esigibili. Per ciò che riguarda il 2008, pari a circa 930 milioni di euro rideterminati in 870, e addirittura il 2009, pari a 911 milioni di euro, la ragioneria dello Stato sta erogando al Lazio gli acconti previsti in ragione dell’incasso effettivo delle imposte. Un trattamento assolutamente paritario con quello riservato alle altre regioni. Vorrei ricordare che la fiscalità regionale del 2009 lo Stato la incasserà non prima di luglio-agosto 2010. Chiederla ora appare del tutto strumentale».
Quanto invece alle premialità pregresse?
«Ancora più facile. Al Lazio non spetta l’erogazione di quote premiali perché ha mancato gli obiettivi previsti dal Piano di rientro. Non ha rispettato i tetti della spesa farmaceutica ospedaliera e soprattutto, quelli previsti dalla manovra di riduzione del 2009 operata dal commissario Marrazzo, pari a 1.007 milioni di euroi, il cui riscontro si è fermato al 69% delle economie necessarie. Ho paura che i risultati definitivi saranno ancora più modesti».
Quindi nessuna speranza a breve per il Lazio?
«Non direi. Il Lazio avrà, come le altre regioni, quello che gli è dovuto. Senza privilegi o penalizzazioni. È stata data rassicurazione che dei 2,2 miliardi di euro di fiscalità addizionale richiesti ben 1,5 miliardi di euro saranno erogati entro gennaio 2010. I restanti nel corso dello stesso anno anche se di ammontare rideterminato. Si aggiunga che la Regione è stata agevolata anche a giugno con una anticipazione straordinaria di circa 828 milioni di euro con la promessa che avrebbe risanato i conti».
Insomma no risultati, no premialità?
«Sì. Il Lazio ha avuto dal governo tutto quello che gli era dovuto in relazione alle erogazioni già liquidate alle altre regioni. Circa 1,5 miliardi di fiscalità pregresse le avrà entro uno o due mesi, circa altri 600 milioni di euro nel corso del 2010. Ogni altra richiesta è lo sgradevole anticipo di una campagna elettorale iniziata su toni del tutto sbagliati».