Lazio, potrebbe essere De Santis l’erede di Peruzzi

Giornata di vigilie. Per la Lazio, che domani affronterà il Marsiglia nel primo match del quadrangolare di Dubai e per i campioni del mondo Angelo Peruzzi e Massimo Oddo, che verranno premiati al Quirinale dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Riceveranno la nomina di Cavalieri della Repubblica per meriti sportivi.
Poi nel pomeriggio partiranno anche loro per aggregarsi alla squadra. Per il piacere di mister Delio Rossi, che rivedrà il suo capitano con smacco di chi, in sede di previsioni-mercato, gli avrebbe fatto indossare la divisa del Milan già all’apertura della campagna acquisti. Invece il propulsore di fascia tanto desiderato dall’accoppiata Berlusconi-Galliani difenderà i colori biancocelesti anche contro la vincente di Bayern Monaco-Benfica (le altre due partecipanti della Dubai’s cup).
E farà perfino in tempo a soffiare sulle 107 candeline che verranno spente dopodomani, 9 gennaio, nel giorno del genetliaco del club fondato, nel 1900, dal bersagliere Luigi Bigiarelli. Nel frattempo il mercato ha snocciolato i suoi nomi. Il primo riguarda Jimenez (classe 1984, capitano del Cile, mezza stagione alla Fiorentina in serie A nello scorso campionato, 4 reti e 12 assist), il cui approdo a Formello viene ormai dato per certo, pure se adesso di mezzo ci si è messo il Torino, con Urbano Cairo pronto a intervenire per regalare ai suoi tifosi la zona Uefa. La trattativa è in stallo, così come quella di Oddo, tanto per intenderci. Così in casa-Lazio si lavora per il futuro (leggasi stagione 2007-2008), con la ricerca dell’erede di Angelo Peruzzi che vorrebbe smettere causa acciacchi, o almeno allentare la presa ed essere impiegato part-time. Ma per il momento l’ipotesi Morgan De Santis è frutto di una dichiarazione rilasciata un paio di giorni fa dal suo procuratore, Dario Canovi: «È pronto per qualsiasi squadra perché si tratta sicuramente di uno dei migliori portieri in circolazione. Non avrebbe problemi ad affrontare il trasferimento in una piazza esigente come quella romana». A Roma trasecolano, anche se l’idea è piuttosto affascinante e l’estremo difensore friulano potrebbe rappresentare degna successione dell’Angelo di Blera, saltimbanco che a 37 anni farebbe la felicità di chiunque, perfino del Real Madrid. Ma secondo noi la fortuna della Lazio, pardon, il valore aggiunto, è Delio Rossi che bagni nel Fontanone del Gianicolo a parte, è un allenatore degno di menzione per gli addestramenti, per come dispone la squadra in campo e per le dichiarazioni. Spesso perfette, come quella di venerdì scorso, quando ha risposto alle esternazioni di Oddo senza per questo ferire il giocatore: «In tutti i casi, anche se dovesse andare via, la Lazio non è solamente lui: la Lazio è formata da 25 giocatori che vivono per lei, che giocano qui come se questa fosse la squadra più importante al mondo. È questo l’atteggiamento che deve avere ogni giocatore di questa squadra. Se non è così, allora non è un giocatore che può fare al caso nostro».
Da applausi, sinceri, come quelli ricevuti dal suo popolo la sera del 10 dicembre, dopo il 3-0 inflitto alla Roma. Ecco, qui possiamo sottolineare la presenza dell’allenatore-manager di stile british senza le incoronazioni del caso. Perché non è detto che solo mister Fergusson sia capace di ricoprire quel ruolo con sacralità. A volte basta una semplice frase per rafforzare lo spirito di gruppo. Che comunque perderà, a prescindere da Oddo, un paio di pedine. Del resto la Lazio, come molte squadre, ha bisogno di sfoltire una rosa che appare troppo ampia: l’albanese Tare piace al Torino e al Chievo Verona, mentre su Belleri si sta precipitando l’Ascoli e su Baronio il Cagliari (che ha puntato anche Sereni) e la Reggina. Poi c’è Firmani che ha estimatori a Catania e a Messina.
La campagna acquisti di gennaio è cominciata da pochi giorni, ma ne abbiamo già sentite tante...