Lazio, una regione in continuo mutamento

Marco Morello

È stato presentato ieri a Palazzo Valentini il rapporto 2006 sullo stato delle province del Lazio realizzato dall’Eures. «La fotografia che viene fuori - ha detto il presidente della Provincia Enrico Gasbarra - è un’immagine con luci e ombre, una pagella necessaria per comprendere il risultato delle amministrazioni». Ecco quindi alcuni brevi flash, settore per settore, dei principali spunti emersi dalla ricerca.
Popolazione. Sono 65mila in più i residenti nel Lazio. Il totale è salito a 5.269.972, il 9 per cento del totale nazionale. Latina e non Roma registra l’incremento più elevato. Gli stranieri sono ben 50mila in più. Ne deriva che anche la scuola sia sempre più multiculturale: +59 per cento gli alunni di nazionalità non italiana. Buono il tasso di natalità: +3,1 per cento. Gli anziani, poi, sono quasi un milione. Il dato interessante è però un altro: il 25,7 per cento delle famiglie conta un singolo componente, il 27,5 due. Una tendenza recente che si consolida nel tempo.
Economia e lavoro. Cresce dell’1,1 per cento il numero delle imprese registrate nel Lazio, ma i consumi non seguono a ruota. Le famiglie laziali nel 2005 si sono dimostrate infatti più tirchie della media nazionale: i consumi passano da una media mensile di 2.358 euro nel 2003 a 2.314 euro nel 2004 (-1,9 per cento). Rimane preoccupante il bilancio delle morti bianche, salite del 26,7 per cento. Nell’area romana la maggior parte degli incidenti mortali, in crescita del 13,3 per cento.
Salute. Il benessere è considerato un fattore molto importante, ma alla prova dei fatti la vita sedentaria prevale: solo il 30 per cento pratica regolarmente sport, in maggioranza giovani. Più attenzione all’alimentazione: il 67 per cento degli intervistati afferma di seguire una dieta equilibrata per avvicinarsi al peso forma, evitando di bere alcolici. E il 50 per cento ha rinunciato a fumare. Se solo uno su due dei cittadini si sottopone a regolari controlli medici, in maggioranza si tratta di donne, tendenzialmente più attente alla salute.
Criminalità. Aumentano di quasi il 10 per cento i reati denunciati nel Lazio. In controtendenza solo Frosinone, che registra un calo del 4,6 per cento. I più diffusi sono i furti in appartamento, quelli nei negozi, gli scippi. Il record va alle denunce per estorsione, mentre sono raddoppiati nel 2005 i reati fiscali e tributari, con Viterbo in testa. Commercio e costruzioni i settori più colpiti.
Casa. Il mercato immobiliare segna una crescita del 3,5 per cento, con in testa Rieti per compravendite, ma è emergenza sfratti: +46 per cento.
Turismo e cultura. Nel biennio 2004-05 nella sola Roma le presenze hanno toccato quota 25 milioni. In tutto il Lazio la crescita è stata continua: i turisti affollano i musei, i visitatori sono il quadruplo rispetto alla media nazionale. Lo stesso non si può dire per il cinema, dove si registra una flessione del 6,9 per cento nelle presenze con una perdita di circa 6 milioni di euro.
Rifiuti. In aumento del 13,5 per cento la raccolta differenziata, complice il ruolo trainante di Roma e provincia, che da sola però produce 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti dei 3 milioni totali del Lazio. La pecora nera del riciclaggio è Latina, ma anche Viterbo e Rieti non scherzano.
Incidenti. Sulle strade del Lazio i morti per incidenti stradali sono aumentati del 12,7 per cento, i feriti del 17,6 per cento. Roma è la città più pericolosa, con un incremento degli scontri dell’1,8 per cento, mentre le vie più sicure rimangono quelle provinciali, dove il fenomeno risulta in calo.
Valori. La famiglia è al primo posto per 8 cittadini su 10, sebbene una su 4 segnali la presenza di situazioni di disagio (256mila nel Lazio). Anziani soli o non autosufficienti, adolescenti «problematici» o difficoltà nel gestire i bambini, sono le più diffuse.
Paure. Gravi malattie, criminalità e incidenti stradali. Questo il podio dei timori dei cittadini del Lazio. Il terrorismo si piazza solo al quarto posto, seguito da infortuni domestici, catastrofi naturali ed epidemie. E c’è un fronte nutrito, vicino al 10 per cento di intervistati, che coraggiosamente dichiarano di non avere paura di niente e di nessuno.
Litorale. I comuni che si affacciano sul mare possono vantare un livello di sviluppo economico maggiore dell’entroterra. Lo testimonia anche il reddito medio, con un valore pro-capite pari a 8.846 euro sulla costa e a 8.179 nell’area interna.
Curiosità: Cresce la voglia di politica, soprattutto nei più giovani. Il Lazio detiene il primato nazionale degli utenti connessi a Internet: sono il 25,6 per cento. Appena 22 invece i donatori di sangue ogni 1000 abitanti.