La Lazio riparte da 28. Aspettando Carrizo

L’ex difensore della Roma scenderà in campo nel preliminare con i sammarinesi al debutto europeo «Solo due partite, poi si vedrà...»

È cominciata ufficialmente ieri, con la partenza per il ritiro austriaco di Kapfenberg, la stagione 2007-2008 della Lazio. Ventotto i convocati che si alleneranno nella Stiria agli ordini di mister Delio Rossi fino al prossimo 28 luglio, quando mancheranno pochi giorni all’andata del preliminare di Champions League (14 o 15 agosto). Poche le facce nuove (i trequartisti Del Nero e Meghni, il terzino sinistro serbo Kolarov, il portiere Zallocco e il vice-Oddo designato, l’argentino Lionel Scaloni), qualche caso ancora da risolvere - tra tutti il rinnovo contrattuale di Tommaso Rocchi, partito «scontento» per il ritiro - ed esclusi eccellenti come il fantasista cileno Luis Jimenez, scaricato dal presidente Claudio Lotito e vicino all’Inter dopo le recenti dichiarazioni polemiche.
Un mercato con poche luci e molte ombre quello condotto finora da Lotito e dal direttore sportivo Walter Sabatini, fatto di giovani di belle speranze (Del Nero, Meghni, Kolarov) e acquisti a parametro zero (seppur intelligenti come «el toro» Scaloni). Sta di fatto che nella lista consegnata a Rossi risaltano alcuni spazi vuoti: il più significativo in testa all’elenco, lì dove fino allo scorso anno figurava in neretto il nome di Angelo Peruzzi. E la rosa dei possibili sostituti del portierone di Blera si è ormai ristretta a pochi nomi. La prima scelta è il numero uno del River Plate, il 23enne argentino Juan Pablo Carrizo. Dopo le aperture dei giorni scorsi, sabato le dichiarazioni del vicepresidente del River, Domingo Augusto Diaz, sembravano aver spento le illusioni laziali: «Il giocatore resta qui. L’offerta della Lazio - circa 5 milioni di euro contro i 10 richiesti - è stata rifiutata. Quei soldi sono troppo pochi». Forse è l’ennesima manovra per far alzare il prezzo e non alterare gli umori di una piazza che non accetterebbe volentieri la partenza di «Jp» che tuttavia - impegnato in Coppa America con la nazionale argentina - spinge per trasferirsi a Roma. Se anche la prevista riunione di domani tra il club di Buenos Aires e il procuratore di Carrizo, Pablo Sabbag - durante la quale dovrebbe arrivare il rilancio laziale - dovesse andar male, Lotito e Sabatini ripiegherebbero sul portiere del Livorno, Marco Amelia - che però ha un ingaggio di un milione di euro, troppo alto per il tetto biancoceleste - o sulla novità delle ultime ore, l’estremo difensore del San Lorenzo de Almagro, Agustìn Ignacio Oriòn.
Erede di Peruzzi a parte - sempre più lontano da un futuro da dirigente all’interno della società - nell’attuale scacchiere tattico mancano almeno tre pedine: un vice-Ledesma, cioè un centrocampista con doti di regia, un’altra punta (in pole position c’è Pellissier del Chievo) e un centrale difensivo che si alterni ai confermatissimi Cribari, Siviglia e Stendardo. «Comprerò un centrocampista e un attaccante», ha promesso venerdì Lotito a Formello durante la presentazione delle nuove maglie, e per il quarto difensore si vedrà. Nutrita infine anche la schiera dei possibili partenti, che comprende il fantasista Foggia (il cui agente avrebbe già raggiunto l’accordo con il Palermo), Baronio, il portiere Berni e gli attaccanti Tare e Inzaghi. Una necessità, quella di sfoltire la rosa, ribadita ieri anche dallo stesso Rossi.