Lazio-Roma E all’Olimpico va in scena il derby delle deluse

Roma L’atmosfera triste per i fatti luttuosi del vicino Abruzzo e una classifica che non sorride a nessuna delle due. Così il primo derby capitolino nel sabato di Pasqua sarà in tono minore.
La Lazio vive la vigilia in silenzio e con un ritiro a Norcia (interrotto giovedì per qualche scossa di troppo) sulle spalle. Delio Rossi festeggerà la panchina numero 500 da professionista nella giornata forse più difficile della sua gestione biancoceleste. Il presidente Lotito è stato chiaro: se non arriverà la vittoria dopo i tre stop consecutivi, sarà ritiro a oltranza. Si tornerà al 4-4-2, con le esclusioni di Cribari e Rocchi (in campo Rozehnal e Zarate) e un piccolo campanello d’allarme per Matuzalem, alle prese con noie muscolari.
A Trigoria Spalletti fa osservare prima ai giocatori, poi ai giornalisti in sala stampa un minuto di raccoglimento per le vittime del terremoto. «I ragazzi vogliono metterci qualcosa di proprio - dice il tecnico giallorosso -. Qualcuno ha detto “Andiamo a costruire un asilo in quelle città, così diventerà l'asilo che ha costruito la Roma”. Dobbiamo mirare bene, senza farci prendere dall'emotività». E sulla stracittadina osserva: «Sia la Roma che la Lazio potevano arrivarci meglio, hanno giocatori che potevano dare qualcosa in più. L’uomo derby? Sarà De Rossi, che d’ora in poi su questa partita metterà il suo marchio». Totti regolarmente in campo (non segna in un derby dall’autunno 2005) nonostante qualche fastidio al ginocchio. Un gol con la Lazio lo porterebbe a 174 reti personali e nella top ten dei bomber della serie A.