Lazio Rossi teme la vendetta del Cagliari

Viene quasi il sospetto che vedersela con il Cagliari oggi alle 15 sia diventato più problematico che affrontare l’Inter o la Juventus. Perché non solo i sardi hanno chiuso il girone d’andata a una quota più che onorevole (25 punti), ma c’è anche il sospetto che avranno pure il dente avvelenato per quel che avvenne al Sant’Elia nella prima di campionato. Isolani a dominare in lungo e in largo per un’ora poi ecco il capitano Lopez incespicare sul pallone nella sua area di rigore, colpirlo con la mano e venir espulso. In un amen si passò dall’1- 0 all’1-4 e arrivò il primo blitz di stagione per Rossi. Che del Cagliari ieri, in conferenza stampa, ha spiegato: «È una squadra molto umile, fa bene le sue cose, non ha niente da perdere per via di una buona classifica». Poi ha aggiunto: «Loro sono molto bravi a rientrare tutti dietro la linea della palla», sintetizzando così la filosofia di gioco del discepolo di Giovanni Galeone, Massimiliano Allegri, tecnico preparato che ha saputo resistere al timone nonostante le prime cinque sconfitte di fila della sua squadra. Il passato è alle spalle, oggi comincia per sardi e laziali la fase discendente del campionato con obiettivi più ambiziosi rispetto a quelli di quattro mesi e mezzo fa: al Cagliari adesso mancano «solo» una quindicina di punti per salvarsi, i biancocelesti puntano decisamente a un posto in Europa. Anche se, come ha sintetizzato il trainer di Rimini, «gli obiettivi non vanno dichiarati, ma centrati con gli atteggiamenti e i comportamenti quotidiani». «Secondo me - ha sottolineato - siamo sulla strada giusta ma dobbiamo perseverare. Abbiamo aperto un nuovo ciclo e, visto come siamo messi in campo e i punti che abbiamo, stiamo accelerando i tempi». Rossi precisa che «dal punto di vista psicologico e fisico arriviamo bene a questa sfida, ma ci vorrà la miglior Lazio perché il Cagliari è una squadra di tutto rispetto. Nell’arco di tutta la partita bisognerà essere attenti. La squadra di Allegri, dopo un difficile inizio, sta facendo bene, gioca un buon calcio e vista la classifica può permettersi il lusso di venirsi a giocare la partita».
Sulle tracce di Acquafresca («un giocatore molto interessante, è un nazionale. Ha quella sana sfrontatezza positiva che hanno i giovani e poi sta facendo molto bene») Rossi piazzerà uno fra Diakité e Rozehnal, visto e considerato che Siviglia non è stato convocato, al pari degli acciaccati Radu e Meghni. Finalmente abile e arruolato Matuzalem. In porta Carrizo, in difesa Lichtsteiner, Diakité, Rozehnal e Kolarov; a centrocampo Ledesma, Brocchi e Mauri, in attacco il solito tridente Zarate, Pandev e Rocchi a insidiare la porta di Marchetti, portiere giovane (e italiano) che avrebbe fatto comodo alla Lazio. Ma, si sa: l’esterofilia ha sempre regnato sovrana nel nostro calcio. A volte, anche a Formello.