Per la Lazio la scossa di Reja Via Zarate, dentro Ledesma

«Siamo una squadra che vale almeno il centro classifica, l’unica cosa abbiamo bisogno di qualche buon risultato. Subito però». Edy Reja vuole infondere sicurezza all’ambiente. Lui sa qual è la cura per la sua Lazio. Il tecnico, appena ingaggiato dalla società biancoceleste, si prepara a debuttare questo pomeriggio al «Tardini» di Parma. L’ordine di Claudio Lotito è fare uscire al più presto i biancocelesti dai bassifondi della classifica e placare i malumori della piazza. Il tempo non manca e la concorrenza non spaventa. «In questo momento saremmo retrocessi - dice Reja nel corso delle conferenza di presentazione a Formello - ma la Lazio è una squadra che non dovrebbe rischiare granché, sono convinto che questa formazione abbia delle qualità superiori a molte altre squadre di A. Però i giocatori devono ritrovare l’autostima per poter risalire la china. Io sono ottimista, ma voglio vedere la squadra pronta a lottare fino alla fine».
C’è molta curiosità sul futuro di Ledesma. In città si auspica l’immediato reintegro del centrocampista argentino, mai impiegato da Davide Ballardini. «Sapete bene che tipo di giocatore sia Ledesma e quanto sia importante per la Lazio. Se devo recuperarlo è meglio che giochi dall’inizio. Se decido, devo puntare su di lui dall’inizio. Il giocatore si sente bene, ovviamente ci vuole tempo per trovare la condizione ideale. Reja invece glissa quando si parla dell’ipotesi di un accantonamento di Mauro Zarate. «Lui ha un potenziale straordinario - dice riferendosi all’attaccante argentino - così come sono validissimi Floccari, Rocchi e Makinwa. Io devo tenere in considerazione tutti i giocatori che ho a disposizione e devo considerare l’equilibrio della squadra. Io sono abituato a lavorare con 22-23 giocatori, gioca chi sta meglio: se qualcosa non funziona, si cambia. Io non privilegio mai un giocatore perché ha qualità, io prima penso alla squadra».
Lotito ha dovuto faticare per strappare il tecnico all’Hajduk Spalato. «Sono stato due giorni in trepidazione, alla fine siamo riusciti ad avere qui Reja - afferma il presidente -. In Lega, giovedì, mi hanno chiesto: “Ma come hai fatto a prendere Reja?”. Qualcun altro aveva provato a prenderlo senza riuscirci». «Serviva una svolta per voltare pagine. In certe situazioni occorre una sterzata. Reja conosce la rosa, dice che è di buon livello. Non ha fatto richieste, è libero di scegliere le soluzioni che ritiene più opportune», spiega Lotito, che riconosce comunque le qualità umane e professionali di Ballardini. «La società si assume tutte le responsabilità per le scelte. Mi assumo la responsabilità per tutto ciò che in questo momento è negativo».
Sul versante tecnico tutto lascia presagire che per la sua prima uscita col Parma Reja preferirà affidarsi alla corsa di Christian Brocchi e alla voglia di tornare ad essere protagonista di Cristian Ledesma, piuttosto che alla tenacia di Fabio Firmani e alle geometrie di Roberto Baronio. Il modulo sarà il 3-5-2. Ma la notizia è che in attacco si fa difficile per Zarate che potrebbe concludere qui la sua avventura laziale. Reja, ormai lo sanno tutti, non lo vede.
In difesa giocheranno Biava, Stendardo e Radu. A centrocampo Lichtsteiner e Kolarov sugli esterni, Ledesma centrale, e Brocchi e Mauri ai suoi fianchi. In avanti spazio al tandem Floccari-Rocchi. Restano nella capitale, oltre ai tifosi biancocelesti, a cui è stata vietata la trasferta, anche gli indisponibili Matuzalem, Dabo, Cruz, Foggia e Dias, mentre in terra emiliana si accomoderà in panchina il nuovo vice di Reja, Giovanni Lopez.
Alla seduta di ieri non hanno preso parte gli indisponibili Albano Bizzarri (rieducazione post operatoria in Argentina) Simone Del Nero (problema al flessore), Mourad Meghni (a Cannes per il problema al tendine rotuleo del ginocchio destro), Pasquale Foggia (vittima del riacutizzarsi del dolore al menisco operato poco più di un mese fa), Ousmane Dabo (tendinopatia achillea destra), Francelino Matuzalem (ancora alle prese con problemi al polpaccio destro), Andrè Dias (affaticamento dei flessori della coscia sinistra), Julio Ricardo Cruz. Anche lui avrà vita dura con il sergente Reja.