La Lazio si aggrappa al Werder per non annegare

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Roma - L’immagine della Lazio attuale è quello di un naufrago che cerca disperatamente una ciambella di salvataggio. E questa ciambella può arrivare dall’Europa, per molti diventata un fardello ingombrante perché sta condizionando il cammino in campionato, con i biancocelesti a un punto dalla zona retrocessione. Ma Delio Rossi, pur ammettendo che la situazione è difficile, non issa la bandiera della resa. «Non è un bel momento, ma abbiamo le possibilità per risalire e con il Werder dobbiamo vincere», dice il tecnico che ha dovuto interrompere, pena una multa, il suo silenzio stampa alla vigilia dell’impegno di Champions League. Decisivo per continuare un’avventura che l’allenatore della Lazio non ritiene assolutamente ingombrante. «Ce la siamo conquistata e vogliamo portarla avanti - sottolinea -. Le risorse sono queste e bisogna farcele bastare, ora il bene supremo è la Lazio. Faremo di necessità virtù».

Negli occhi dei tifosi c’è ancora l’erroraccio di Ballotta che ha condannato i biancocelesti contro la Fiorentina, allungando la serie no (cinque sconfitte nelle ultime sei partite). «Marco era e resta il titolare - dice in maniera decisa Rossi - un errore ci può stare, anch’io ne ho fatti tanti. Nel dare e avere, credo che il nostro portiere sia sempre in credito. Per fortuna il bello del calcio è che si gioca subito, non è come l’atletica che se sbagli la finale dei 100 metri devi aspettare altri quattro anni». Il tecnico rifiuta i processi alla squadra che «ha sempre mantenuto il suo orgoglio, anche nelle sconfitte, non è giusto dividere i buoni e i cattivi ed è facile dare pacche sulle spalle quando le cose vanno bene, i bilanci vanno fatti a bocce ferme».

Sullo sfondo del match europeo la solita infermeria piena: Del Nero, Mauri e Siviglia sono out, Pandev ieri non si è allenato e le sue probabilità di essere in campo sono quasi nulle, Rocchi giocherà con un’infiltrazione alla caviglia (come già successo nella sfida con il Real Madrid). E il Werder, orfano dell’esperto Frings, è squadra abituata a questa competizione. I tifosi tedeschi sono giunti a Roma con sei bodyguard che garantiranno la loro sicurezza. «E il nostro club ha fornito una serie di indicazioni per evitare possibili incidenti», aggiunge il direttore sportivo del Werder Klaus Allofs, vecchia gloria della nazionale teutonica.