La Lazio si presenta, la Roma aspetta Baptista

Tutti allo stadio, questa sera, per il d-day. È il tam-tam che il popolo biancoceleste sta diramando (con le radio, sui siti internet, grazie al passaparola) per la presentazione ufficiale della Lazio edizione 2008-09. All’Olimpico va in scena la sfida con i greci del Paok Salonicco, preceduta di un amen dall’opportunità di vedere per la prima volta dal vivo gli ultimi acquisti (che bene hanno impressionato nel ritiro; sì, anche nella gara persa col Porto domenica sera per 2-1) e le nuove divise ufficiali, quelle mostrate a luglio, sotto la canicola, all’outlet di Valmontone. Un’occasione importante per avvicinare i fan alla squadra, che il sodalizio di Formello cerca di sfruttare al meglio con la politica dei prezzi popolari: le curve costeranno 10 euro, la tribuna Tevere 20, la Monte Mario 40. Poco importa che la partita con i greci sarà alla «volemose bene» e che Delio Rossi opererà un turn-over senza eguali. Per questo i pochi speaker andati in onda ieri (è Ferragosto anche per loro!) hanno chiesto di non fischiare chi lo scorso anno ha deluso. Chiaro e lampante il riferimento al portierino Muslera, specie adesso che i laziali hanno visto di che pasta è fatto l'agognato Carrizo. E poco importa anche che ci saranno gli ormai inevitabili cori di scherno verso il gestore Lotito: i fischi nei suoi confronti non sono mancati neanche in trasferta contro Liverpool e portoghesi.
Sorridono i laziali, ma gli smile arrivano anche da ambienti vicini a Trigoria, dove (scaramanzia a parte) viene dato per certo l’affare-Baptista. Fonti attendibili, e soprattutto l’organo di stampa più vicino al Real Madrid, Marca, riferiscono di un accordo per far sbarcare la Bestia al Bernardini. Le cifre? Nonostante i top secret di rito, s’è scoperto che alla casa blanca andranno dieci milioni di euro (a rate), più due milioni (in un secondo momento) per le prestazioni del brasiliano. E a lui, al jolly sudamericano, saranno versati in banca due milioni e mezzo di euro a stagione per quattro anni, col un contratto definito da top player. Segno evidente che il club punta decisamente sul colored per ridurre il gap che s’è venuto a creare, secondo gli astrologi del precampionato, con le solite tre grandi del nostro calcio Juventus, Inter e Milan. Pare che qualcuno oggi abbia visto Luciano Spalletti gongolare. Ma, il caso Mutu insegna, prima di stappare le bottiglie di Champagne è meglio aspettare.