Lazio sull’ottovolante ipoteca la Champions

Decide un gol di Stendardo, al secondo centro consecutivo Sviste dell’incerto arbitro Girardi che nega ai padroni di casa almeno due evidenti rigori su Pandev e Mudingayi

da Roma

Il copione è quello già scritto, l’esecuzione no. Così, contro il modesto Messina, a salvare la Lazio più sbiadita degli ultimi tempi è il gol di Guglielmo Stendardo, il difensore con un futuro da avvocato al secondo centro consecutivo dopo quello di Udine: «Un gol importante per il gruppo, anche se non pensiamo a prendere la Roma (sempre a meno sette, ndr.) ma solo a fare punti». La Lazio, con il minimo sforzo, ne ha conquistati tre per l’ottava volta consecutiva, come la squadra scudettata di Maestrelli del ’73. E il tredicesimo risultato utile, complice la sconfitta del Palermo, mette in cassaforte il terzo posto grazie ai sette punti di vantaggio sui rosanero.
Fin qui le note positive della giornata. Quelle negative sono l’attacco spuntato (almeno uno tra Pandev e Rocchi, ieri a secco, segnava da sei giornate di seguito), il gioco non certo spumeggiante (l’assenza di Ledesma in cabina di regia si è fatta sentire, anche se Baronio, titolare dopo cinque mesi tra panchina e tribuna, ha fatto la sua parte) e l’ammonizione di Behrami, che salterà la trasferta di Ascoli. A ciò si aggiungono le sviste dell’incerto arbitro Girardi, che nega alla Lazio almeno due rigori (a Pandev e Mudingayi), importanti magari per chiudere prima la partita. «Non siamo stati superficiali – dice l’allenatore biancoceleste Delio Rossi – però mi sono arrabbiato perché avrei voluto vedere un po’ di cattiveria in più. Forse a un certo punto abbiamo giocato un po’ troppo per la platea. L’arbitro? Vengo da una squalifica, ma anche da 30 anni di calcio e voglio farne altrettanti...».
Fortuna che il Messina è davvero evanescente, anche se Riganò manca al 90’ il ghiotto appuntamento con il gol che avrebbe siglato un pari beffardo e per nulla meritato. Nemmeno il ritorno di Giordano, osteggiato dagli ultrà siciliani che si sono autosospesi fino al termine del campionato, rimette in carreggiata i giallorossi: con il tecnico alla prima da allenatore all’Olimpico contro la Lazio, si vedono poche idee, un gioco mediocre, per di più l’espulsione di Candela – inventato centrale difensivo - dopo nove minuti del secondo tempo. «Sono comunque soddisfatto – la strana analisi di Giordano – in dieci contro undici potevamo anche pareggiare».
Nota stonata i «buuu» razzisti (fortunatamente di una piccola parte del pubblico presente in curva nord) all’attaccante ivoriano Bakayoko.