Lazioservice: conti sempre in rosso ma spese e consulenze senza limiti

LA DENUNCIA Pallone (Fi-Pdl) interroga il presidente Marrazzo e l’assessore al Bilancio Nieri. Venti auto blu a disposizione dei cinque dirigenti della Spa

Debiti fuori bilancio e scoperto finanziario sono le peculiarità che contraddistinguono il quadro economico delle attività di Lazioservice. È la società «in house» della Regione Lazio (a capitale interamente regionale) che vanta unicamente, tra le finalità istituzionali, lo svolgimento di servizi strumentali per l’ente territoriale. Il personale di Lazioservice, cioè, svolge mansioni inerenti ad appositi contratti di servizio per conto di alcune direzioni capofila. Dalla presidenza al patrimonio, alla direzione istituzionale, trasporti, bilancio, servizi sociali e non ultima la direzione alla programmazione sanitaria. E la Regione, attraverso i propri rappresentanti negli organi societari, esercita le funzioni di indirizzo, di programmazione e controllo sull’intero pacchetto delle attività.
Un controllo e una programmazione che però lasciano a desiderare visto che sui contratti pluriennali stipulati tra Regione Lazio e Lazioservice non c’è adeguata copertura finanziaria, cosicché il debito ricadrebbe direttamente sull’erario regionale. Decine di milioni di euro di poste non conteggiate che non si capisce attraverso quali canali vengono liquidate e sulle quali ora vuole fare luce il capogruppo di Forza Italia-PdL Alfredo Pallone. «Non si riesce a capire come sia possibile - dice Pallone - disporre i trasferimenti alla Lazioservice Spa secondo quanto stabilito dai contratti di servizio in vigore, quando nel bilancio regionale non siano impegnati i capitoli di spesa relativi. Se così fosse allora ci vorrebbe poco per aspettarci un intervento della Corte dei conti sulla trasparenza erariale e sulla consistenza del bilancio pluriennale della Regione per i contratti stipulati». «Sto aspettando che il presidente Marrazzo e l’assessore al Bilancio Nieri - annuncia Pallone - rispondano su un tema così scabroso che potrebbe palesare l’ipotesi di partite fuori bilancio. Spesso infatti siamo dinanzi a contratti della durata di 5 anni coperti solo per il primo o il secondo anno». Tuttavia, nonostante l’ammontare dei disavanzi gestionali, i vertici di Lazioservice sembra non si facciano mancare proprio nulla. Il costo del management, ad esempio, nell’ultimo anno è lievitato. «Marrazzo aveva dichiarato che si sarebbe risparmiato sugli emolumenti invece - fa notare con ironia il capogruppo azzurro - siamo passati da un costo complessivo di 215mila euro del marzo 2008 agli odierni 325mila. E la posta più cospicua è quella dell’ex amministratore delegato (ora direttore generale) Tonino D’Annibale, il primo dei non eletti nelle liste Ds alle regionali del 2005 che percepisce ben 190mila euro».
Non fanno eccezione nemmeno gli impegni di spesa per le auto blu: quasi 12mila euro al mese per le 20 autovetture a disposizione dei 5 dirigenti, di cui 4 destinate alla presidenza aziendale. Inoltre quando si incappa in una gestione così bizzarra non si può fare a meno di dare un’occhiata ai contratti di consulenza. Saltano agli occhi quelle legali destinate - fatalità - ad avvocati che appartengono allo stesso studio legale di Sergio Scicchitano, il presidente di Lazioservice. C’è da dire poi che, tra stravaganze e singolarità, non mancano quelle immobiliari. Nel bilancio societario 2007 vengono spesi 668mila euro per la ristrutturazione dell’attuale sede di via del Fiume Giallo. Nel bilancio 2008 altri 1.400 e altri 35mila vengono destinati alla ricerca di un nuovo immobile. Tre mesi fa, a dicembre 2008, la Regione promulga un bando pubblico per ricercare una nuova sede, più consona a Lazioservice. «A questo proposito ci sono troppe voci che si rincorrono e che suppongono - sostiene Pallone - verrà individuata in un’area di via del Serafico. Ci chiediamo piuttosto a cosa serve una grande sede alla società in house se la maggioranza del personale presta servizio nelle direzioni regionali. Sono spese inutili».