Lazioservice «scippa» Battaglia

Chissà se Augusto Battaglia riuscirà a scongiurare il commissariamento e mantenere la sua poltrona di assessore alla Sanità. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, ha già piegato il capo all’affiancamento di un supervisore esterno che di fatto ne delegittimerà poteri e deleghe.
Qualunque siano i presupposti allo studio del ministero dell’Economia, che si sta apprestando a valutare la bontà di quelle che saranno le nuove misure di ripiano del deficit corrente, è certo che a oggi Battaglia è rimasto un assessore «senza portafoglio». Vale a dire senza alcuna delega finanziaria. Il passaggio formale della destituzione è scritto in un provvedimento varato sempre una ventina di giorni fa (che va di pari passo con l’atto siglato dalla giunta Marrazzo il 5 ottobre scorso) per affidare, alla società regionale Lazio Service, l’intera amministrazione delle risorse finanziarie e del controllo di gestione. A Battaglia insomma viene preclusa, d’ora in poi, la facoltà di accedere a quei provvedimenti con impegni e competenze di spesa. In compenso la società in house si accaparrerà pure l’intero pacchetto di controllo sugli accordi siglati dall’assessorato con le associazioni rappresentative dell’ospedalità convenzionata, ossia con l’Aris per quella religiosa e l’Aiop per quella privata.
Così pure per la contrattazione sindacale. A questo punto se venisse in mente di pensare che lo sfoltimento di competenze dell’assessorato alla Sanità e il relativo trasferimento a Lazio Service è completo si cadrebbe in errore. Già, perché ci sono ancora novità. L’azienda regionale è stata accreditata e incaricata anche di formulare progetti di monitoraggio e aggiornamento a sostegno della cosiddetta Educazione continua in medicina (Ecm), indirizzata al personale medico e infermieristico ma organizzata specificatamente da ministero della Salute, Istituto superiore di Sanità e Agenzia dei servizi sanitari regionali.
Non basta. Lazio Service fa sul serio anche nel campo dell’edilizia sanitaria. «Sarà infatti la società in house - si legge nel provvedimento - a predisporre, con appositi strumenti e delibere di giunta, la sottoscrizione degli accordi di programma, con il ministero della Salute e il ministero dell’Economia e Finanze, per l’attribuzione dei relativi finanziamenti e fondi statali finalizzati a interventi di edilizia assistenziale». Senza escludere i dettati progettuali, le perizie tecniche e le procedure di rito. Dinanzi a cotanta investitura però diventa legittimo chiedersi se la società a capitale regionale vanta quelle competenze e professionalità necessarie per dare alla luce un progettone di risanamento sanitario, che non sia solo burocrazia spicciola. Diversamente si dovrà adoperare per ingaggiare consulenti ad acta. E allora sì che il risanamento del debito ce lo scordiamo.