Il leader dei New Trolls ripropone i «concerti grossi»

Vittorio De Scalzi si esibisce domani sera al Nazionale

Antonio Lodetti

Beat, rock, psichedelia, progressive senza dimenticare la bellezza della melodia. In questo originale e pionieristico caleidoscopio sonoro sono racchiuse le fortune dei genovesi New Trolls.
Una carriera brillante e di gran successo (parafrasando il rock psichedelico-sinfonico dei Vanilla Fudge, quelli di Some velvet Morning) che ha anticipato le contaminazioni tra i generi e l’incontro tra il pop e la musica classica. Dischi all’avanguardia (a cura di Giampiero Reverberi e coi testi di Fabrizio De André) come Senza orario senza bandiera targato 1968 (con pezzi come Signore io sono Irish, Susy Forrester, Vorrei comprare una strada), l’onore di aprire i concerti italiani dei Rolling Stones, album sperimentali e di classe come Concerto grosso, che nel 1971 (poi nel ’75 è uscito il secondo capitolo) ha lasciato il segno sulle strade dei suoni sperimentali made in Italy e che Vittorio De Scalzi, cantante, polistrumentista e leader dei New Trolls, ripropone domani sera al Teatro Ventaglio Nazionale. I due «concerti grossi» per quasi trent’anni non sono entrati in forma completa nel repertorio dal vivo dei New Trolls ma hanno vissuto come album di culto. Il primo, più classico, fu scritto dal Luis Bacalov e prodotto da Sergio Bardotti per la colonna sonora del film La vittima designata (con Tomas Milian e Pierre Clementi), il secondo, più d’avanguardia, lascia spazio all’improvvisazione e alla tecnologia.
De Scalzi, messi da parte i New Trolls, è ripartito con mille progetti tra cui quello di rilanciare Concerto grosso. Nel 2000 ha registrato e inciso dal vivo le due opere in un unico cd con l’orchestra Filarmonica di Torino e il maestro Maurizio Salvi (tastierista dei Tritons, la band in cui militarono i New Trolls Nico Di Palo alla chitarra e Gianni Belleno alla batteria oltre a personaggi come Jimmy Villotti, l’ha eseguita negli ultimi anni al Regio di Torino e al Carlo Felice di Genova. Ora, per la prima volta con una grande orchestra, lo porta al Nazionale. De Scalzi suona flauto e chitarra, riproponendo sia i movimenti ispirati a Bach e Vivaldi (Allegro, Adagio, Cadenza) sia i movimenti ispirati al rock di Jimi Hendrix. In coda al concerto non mancherà un omaggio a De André e, siccome il primo amore non si scorda mai, a un a miscellanea di brani dei New Trolls come il supersuccesso Davanti agli occhi miei. De Scalzi tornerà venerdì sul palco del nazionale, durante il concerto che la Pfm dedica a Fabrizio De André, per eseguire Non al denaro non all’amore né al cielo. Intanto prepara un cd, con molti brani indialetto genovese e con le poesie di Riccardo Mannerini, complice di De André nel cantico dei drogati.