Il «leader Maximo» al Colle divide i giornali dell’Unione

«Liberazione» lo mette in copertina: «Va preso sul serio». E «Il Riformista» benedice la candidatura: «Normale democrazia dell’alternanza»

da Roma

Massimo D’Alema al Quirinale? Tra lo scherzo e la presa sul serio, Liberazione domani dedicherà la copertina del suo speciale settimanale all’ipotesi considerata non troppo peregrina del presidente dei Ds al Colle: «Una figura di spalle, potrebbe essere chiunque, l'abbiamo presa a caso in archivio...», dice divertito il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti. L’uomo di spalle è sicuramente D’Alema e, accanto, il titolo: «Chi andrà al Quirinale?», chiarisce subito soggetto e argomento del tema della settimana.
«Non è uno sfottò nei confronti del presidente dei Ds - assicura Sansonetti - né un tentativo di bruciarlo, ma un’argomentazione da prendere sul serio». Sansonetti spiega che «nel settimanale c'è un pezzo serio di Rina Gagliardi (editorialista di Liberazione, eletta senatrice del Prc) che analizza tutti gli scenari possibili della corsa al Quirinale e tra le ipotesi, da quella Amato al Ciampi-Bis, si parla anche dell'ipotesi D'Alema».
Il direttore del quotidiano di Liberazione assicura che l'idea è venuta al giornale prima dell'intervista «moderata» e che qualcuno ha visto come un’autocandidatura l’intervista di D’Alema al Corriere, perché la copertina era stata confezionata giovedì. Un servizio organizzato in tempi non sospetti rispetto all’intervista ma non a precedenti discussioni interne.
Oggi il quotidiano Il Riformista uscirà invece con un editoriale di grande apprezzamento per l'intervista di D’Alema e in cui si rilancerà l’ipotesi del Quirinale, un’idea che sta uscendo definitivamente allo scoperto a sinistra: l'intervista del presidente Ds al Corriere «segna una svolta» ed è «importante» «non solo perché fa compiere un passo avanti nel grande gioco per il Quirinale, ma perché getta le basi per il funzionamento normale di una democrazia dell'alternanza», è scritto nell’editoriale dal titolo: «E adesso cada anche il fattore D», inteso come D’Alema e, probabilmente, i fantasmi del passato comunista.
«C'è chi interpreta l'intervista come una candidatura non detta, ma esplicita, per il Quirinale - si legge nell’editoriale -. E chi, proprio con questo retropensiero, ha cominciato un fuoco di sbarramento. Non sappiamo quale sia la vera aspirazione del presidente diessino», spiega Il Riformista, ma «il messaggio che ha lanciato ieri induce a dire che può essere legittimamente in corsa anche per il Colle».
D’Alema «darebbe la garanzia - si legge ancora - che non ci siano tentazioni revansciste illiberali nel centrodestra, né altrettanto illiberali giudizi di Dio nel centrosinistra. Perché è il presidente del maggior partito della nuova maggioranza, per quanto risicata essa sia», sottolinea il foglio arancione, ammettendo la non brillante performance dei Ds.
Un altro punto di elogio: «Il suo comportamento nel recente passato, dalla commissione per le riforme istituzionali alla presidenza del Consiglio. Insomma, direbbe l'Economist, “he is fit”. Finito il fattore K, finisca anche il fattore D», conclude Il Riformista.