Il leader di An studia da candidato sindaco

Giro (Fi): «È la personalità giusta per far vincere la Cdl» Alemanno: «Niente di ufficiale, ma è un’ipotesi sul terreno»

Da Roma era partita l’avventura politica di Gianfranco Fini e proprio dalla capitale starebbe per cominciare la «seconda vita» del leader di Alleanza nazionale. Nel 1993 l’allora segretario del Msi sfruttava abilmente il crollo della Prima Repubblica per proporsi come uno dei volti nuovi della politica italiana. Questa volta, invece, lo scranno più alto del Campidoglio potrebbe servire a misurarsi in un’«alta amministrazione» prima di succedere a Silvio Berlusconi alla guida del centrodestra. Un po’ quel che ha fatto Chirac in Francia o che sta tentando lo stesso Veltroni nel suo schieramento. Solo una battuta, ieri, all’incontro organizzato da Azione giovani («per il momento il sindaco sei tu», rivolto a Veltroni) ma tanto è bastato a scatenare la platea prima, il mondo politico romano, poi. «Se fossi sindaco - è stato al gioco Fini, rispondendo alla domanda di un giovane di An - punterei decisamente sul tema della mobilità. I romani perdono denaro e tempo per questo motivo, si muovono in tempi biblici. Con tutte le conseguenze per la qualità della vita e per il degrado urbano. Roma, purtroppo, non è come le altre grandi capitali europee». Un discorso da candidato «in pectore» del centrodestra, insomma. Un’eventualità che potrebbe arrivare ben prima del 2011, scadenza naturale dell’attuale consiglio, nel caso in cui si tornasse alle urne per il Parlamento e Veltroni fosse il candidato premier dell’Unione. Che «Fini sindaco» sia molto di più di una semplice possibilità lo si capisce dalle reazioni di Alemanno e Giro. «È una candidatura non formalizzata - precisa il presidente della federazione romana di An - ma certamente è un’ipotesi sul terreno. Alleanza nazionale rivendica l’importanza del passaggio epocale che ci sarà alla fine del ciclo veltroniano a Roma, per questo schiereremo le migliori candidature disponibili». Ancor più esplicito il coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro: «Fini mi sembra ormai il più accreditato candidato sindaco di Roma e quando dico questo sto indicando il possibile sindaco della capitale non d’Italia ma del mondo per la centralità che Roma ha nella storia millenaria dell’uomo». Insomma, Fini non ha solo l’appoggio, scontato peraltro, del suo partito, ma anche del resto della coalizione. I tempi restano ancora lunghi, in ogni caso. Una volta eletto segretario del Pd, il 14 ottobre, Veltroni tenterà di scongiurare la caduta del governo Prodi per non affrontare subito le urne con un forte svantaggio. Ma, quasi certamente, non si arriverà fino al 2011 per eleggere il nuovo sindaco di Roma. E nel 2009, forse, il leader di An affronterà la nuova sfida per il Campidoglio. Cercando di ottenere, questa volta, più di del 46,9% del 1993.