Il leader tory dice addio al thatcherismo

da Londra

Margaret Thatcher addio. Il nuovo leader conservatore britannico David Cameron rinnega l'eredità della Lady di ferro: vuole una sanità pubblica di qualità per tutti, commercio libero ma equo, una crescita economica sostenibile e attenta all'ambiente. Il giovane capo tory - 39 anni e un volto da ragazzo per bene - ha lanciato un'offensiva di Capodanno in grande stile con interviste e intere pagine di pubblicità su giornali nazionali.
«Alle prossime elezioni voterà un'intera generazione di giovani nati dopo che Margaret Thatcher ha lasciato il governo. Quindi, quando si tratta di rispondere alle grandi sfide che la nostra società si trova di fronte, non voglio essere prigioniero di un passato ideologico. Non credo nella politiche di destra o di sinistra. Credo nelle politiche giuste o sbagliate», ha detto Cameron diventato leader meno di un mese fa promettendo un profondo rinnovamento del partito stremato da tre sconfitte elettorali consecutive. E il rinnovamento evidentemente passa per una grande sterzata verso il centro, per tagliare l'erba sotto ai piedi al logorato Tony Blair.
In quello che ha tutto il tono di un vero e proprio manifesto elettorale intitolato «Il mondo sta cambiando... e così anche noi», pubblicato a tutta pagina dal Telegraph, Cameron enuncia in poche frasi il suo pensiero e i suoi obiettivi: la lotta alla povertà nel mondo è un obbligo morale e una priorità; una politica è giusta quando aiuta i meno fortunati e non i ricchi; crescita economica sostenibile; stabilità economica; abbattere il divario fra ricchi e poveri; radicale riforma della polizia per ridurre il crimine. Nel manifesto di Cameron non c'è cenno all'Europa o alle politiche sull'immigrazione (vecchi cavalli di battaglia dei tory) ed è difficile trovarvi qualcosa di controverso. Ma ancora più difficile è individuare differenze rispetto a quello che dice Blair. Il vero colpo da maestro del manifesto di Cameron sta nel capitoletto dedicato alla sanità, con il quale getta alle ortiche la piattaforma elettorale presentata dai conservatori alle elezioni dello scorso anno che lui stesso aveva contribuito a elaborare e che proponeva rimborsi del 60% per spese sanitarie private. «Noi - dichiara - crediamo nei valori e nei principi del nostro servizio sanitario nazionale. Vogliamo migliorarlo per tutti, non aiutare pochi a curarsi privatamente».