Leasing sulla cresta dell’onda, contratti in aumento

Cresce il business del cantiere I plus tecnologici proposti al Nautico

Da quando 5 anni fa sono entrate in vigore le agevolazioni sull’Iva, oltre il 90% delle barche uscite dai cantieri italiani sono state acquistate con il leasing nautico.
Una «manna» per i costruttori, ma una «manna» anche per le banche, che si sono gettate a capofitto nel nuovo filone di business, entrando in concorrenza con i vicini francesi, i quali, godendo già di questo vantaggio, si erano accaparrati una bella fetta di diportisti italiani. Quasi tutti rientrati in Patria. Non che il leasing nautico fosse una novità per l’Italia. Il taglio dell’Iva, però, ha rivoluzionato il settore. Qualche numero può rendere meglio l’idea: a fronte di una crescita del 15% del fatturato dei cantieri nel 2006, i contratti di locazione finanziaria sono aumentati del 21,8%, arrivando a quota 4.150 per oltre 2 miliardi di controvalore (più 33,6% sul 2005).
E i dati del primo semestre del 2007 confermano il trend. La normativa fiscale ha dato una decisa spinta a tutto il settore e la crescita registrata nel primo semestre di quest’anno è stata del 27-30%. La percentuale di fatturato delle società di leasing rappresentato dalla nautica, tuttavia, è ancora piuttosto ridotta, ma in pochi anni è passata dall’1% al 7%. Il principio guida della legge (anzi della Circolare ministeriale 49/E del giugno 2002, firmata per la cronaca dall’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti) è semplice: poiché per legge la locazione finanziaria di mezzi di trasporto utilizzati al di fuori dell’Ue non è territorialmente rilevabile, l’Iva viene applicata solo sul corrispettivo riferibile all’utilizzo sul territorio comunitario. Risultato: per un’imbarcazione superiore a 24 metri, oggi si paga l’imposta solo sul 30% del canone di locazione, mentre per barche di 10 metri l’Iva viene applicata sul 60 per cento.