Lecce-Lazio Carica Rossi: «Ci servono tre punti per uscire da questa crisi»

Vincere per uscire definitivamente dalla crisi. Per respirare e per tornare a incamerare il bottino pieno, roba che alla Lazio non accade da un mese e mezzo, giorno più o meno. Vincere, è questo l’imperativo di giornata dei biancocelesti che, impegnati sul campo del Lecce cercano oggi di assecondare le richieste di un allenatore da un po’ di tempo sulla graticola.
«Dobbiamo passare ai fatti, le parole non bastano più», ha sentenziato ieri il tecnico romagnolo, che poi ha aggiunto: «È una partita delicata, in cui voglio vedere anche certi comportamenti a livello caratteriale». Chiaro e diretto il monito ai suoi, davanti ai quali s’è presentato cercando di inculcare quella mentalità da squadra vincente smarrita con l’inizio del nuovo anno. «Per fare risultato - ha spiegato - si devono abbinare qualità tecnica, attenzione e capacità caratteriali». «Poi - ha aggiunto - l’atteggiamento dipende sempre da noi, questa è una rosa che ha grosse potenzialità, ma che purtroppo la riesce a esprimere solo a tratti. E non so ancora perché, altrimenti avrei posto rimedio».
Di soluzioni in settimana il trainer di Rimini ne ha provate molte (tanto per citarne una: Zarate o Rocchi in attacco?), ma nonostante questo si ritrova allo stadio Via del Mare (impianto che conosce bene visto è uno dei quattro ex del match) con un paio di dubbi di formazione, legati comunque alle condizioni fisiche dei suoi. C’è l’interrogativo-Ledesma, in ripresa sì, ma ancora acciaccato, e quello di Muslera, portiere che alla resa dei conti pare offrire le identiche garanzie di Carrizo. E, amletico dubbio, gli resta ancora da decidere in merito al tridente, anche se alcune esternazioni fanno già ipotizzare uno schieramento con due punte e Foggia in appoggio: «I tre attaccanti? Li ripresenterò, dipende quando avrò tutti a disposizione e in condizione. Non è una scelta tattica, ma dipende anche da come giocano le altre squadre. Rocchi, comunque, potrebbe giocare». Una cosa, secondo Rossi, appare certa: «Non siamo stati sopravvalutati, ma ora gira tutto male». «Prima - questa l’ulteriore sintesi dell’allenatore laziale - poteva accadere che le altre creavano senza farci gol, come per esempio con il Torino o la Samp. Poi segnavamo noi e le partite andavano in discesa». Cambiare rotta è d’obbligo oggi. Alla Lazio serve la discesa.