Lecco, sospetti sulla mamma del piccolo Mirko

Gli avvocati: «È in grave stato confusionale»

Anna Savini

da Lecco

Le brutte notizie per la mamma di Casatenovo si leggono sul volto tirato dei suoi avvocati. Quando arrivano alla Procura di Lecco, dopo aver avuto un colloquio con la famiglia, i due legali genovesi sono preoccupati, ma ancora sorridenti. Quando escono dal faccia a faccia con il procuratore capo Anna Maria Delitala, il sorriso se ne è andato. «Dobbiamo andare dal pm Gatto – annuncia Fabio Maggiorelli, il penalista incaricato da Maria Patrizio e dal marito Christian Magni per tutelare gli interessi della famiglia - Se mi aspetto qualcosa di brutto per la mia cliente già stasera? Temo proprio di sì».
Già il fatto che Maggiorelli e il collega Ernesto Rognoni avessero anticipato di due giorni il loro arrivo ad Arcore, nella casa del nonno paterno dove i Magni vivono da quando il loro cascinale è stato messo sotto sequestro, non era un buon segno. E il quadro era peggiorato quando, poco prima che gli avvocati arrivassero, il pm Giovanni Gatto, titolare dell’inchiesta, aveva abbandonato il tribunale con la scorta per andare alla caserma di Merate. Alle 9 di sera la notizia che Maria si era sentita male dopo il lungo colloquio con i suoi legali ed era andata al pronto soccorso.
A spingere Maggiorelli e Rognoni a prendere in mano il caso del bambino di 5 mesi trovato morto erano state le indiscrezioni circolate sull’autopsia del cadavere. Sembra infatti che sul corpo del neonato ci fossero segni di schiacciamento, come se qualcuno avesse esercitato una pressione per tenerlo sott’acqua. Un elemento che contrasta la tesi della madre secondo la quale un ladro l’aveva colpita alle spalle, lasciando che il piccolo scivolasse in acqua. Ma se così fosse stato, non ci sarebbero dovuti essere segni. I carabinieri non hanno voluto «né smentire né confermare». E il dottor Paolo Tricomi, l’anatomo patologo che ha effettuato l’autopsia, si è appellato al segreto professionale. Il colonnello dei Ris Luciano Garofano ha annunciato che è stata ricostruita una sequenza del dna rintracciato nella saliva lasciata sul nastro adesivo con il quale era stata legata la mamma. Non ha chiarito, però, a chi appartiene. Già il fatto che le indagini dei Ris si fossero concentrate nel cascinale alla periferia di Casatenovo era un fatto che non deponeva a favore della versione di Maria Patrizio.
«L’ho trovata in grande stato confusionale, tanto che mi hanno riportato che di notte, nel sonno, dice frasi sconclusionate del tipo: ”Voglio morire. Voglio farla finita“ – spiegava il penalista -. Il papà è proprio svuotato. Dire che è distrutto è poco». Secondo il legale genovese i Magni sono una famiglia molto unita ed è per questo che i parenti non hanno mai dubitato delle parole della madre.
La donna non è riuscita a spiegare di nuovo cosa sia successo mercoledì scorso, ma il suo avvocato ha detto di essersi già fatto un’idea del caso, senza però precisare quale.
«La mamma aveva avuto una forma di depressione post partum – ha detto Maggiorelli - ed era stata in cura da una psichiatra di Milano». Maria non stava bene. Quella ragazza piena di vita aveva perso la voglia di vivere proprio all’arrivo della gioia più grande. Aveva voluto e cercato Mirko, ma quando lui era arrivato, lei era andata in crisi. E aveva perso quell’allegria che aveva accompagnato anche la sua carriera televisiva. Armata del suo sorriso e con sotto al braccio un book pieno di foto aveva fatto provini su provini, anche quello per le veline. Era anche stata scritturata come comparsa in alcune sit com. Bella e felice, solare e allegra anche quando era dietro il banco del panificio dove lavorava come commessa, dopo la gravidanza era crollata. E anche allora non si era rinchiusa in se stessa, aveva invece chiesto aiuto a una psichiatra, aiutata e supportata dalla famiglia. Per questo, mercoledì, quando la suocera non riusciva a parlarle si era allarmata. E aveva mandato il marito a cercarla. Cosa sia successo da quel momento, da quando nonno Gianluigi chiama il figlio Christian dicendogli di correre a casa, è ancora un mistero.