Lecco, terra delle mille industrie

Non c’è italiano che non conosca Lecco, la terra dei Promessi Sposi. Ma forse non tutti sanno che è anche la terra del lavoro, dove il tasso di disoccupazione non supera il 2 per cento, grazie soprattutto all’industria, da sempre il comparto più attivo. Tre i grandi comprensori attorno a cui ruota l’economia lecchese, in due dei quali- Lecco e Merate - prevalgono la metallurgia e la meccanica: è celebre Mandello del Lario, sede storica della Moto Guzzi. Vocazione diversa ha la Valsassina, famosa per il taleggio, le sorgenti e la coltelleria di Premana, la Toledo d’Italia.
E al fianco dell’imprenditore, qui come in tutta la regione, la presenza discreta e preziosa del professionista economico assume un peso fondamentale. Il collegio ragionieri di Lecco è numericamente esiguo - poco più di un centinaio gli iscritti - ma estremamente dinamico, inserito come è nel network di collegi lombardi che hanno adottato il sistema di videoconferenza per interconnettersi tra loro, sia per i convegni che per i corsi di aggiornamento professionale. Presidente è Marco Bianconi, che divide lo studio di famiglia con il fratello Paolo, dottore commercialista: una vera e propria «prova generale» della futura professione unica, che il presidente vede soprattutto come punto di partenza per una più approfondita specializzazione.
«Oggi - dice Marco Bianconi - non è più possibile creare professionisti generici, buoni per tutte le stagioni. Occorre invece pensare a figure professionali altamente specializzate in settori specifici: gestione societaria, consulenza del lavoro, contenzioso tributario. E questo anche e soprattutto nella dimensione europea: il mercato globalizzato richiede un salto di qualità». In questo senso, il Lecchese rappresenta il laboratorio ideale. «Il nostro è un territorio ricco di aziende - continua Bianconi - e quindi più che idoneo alla nostra professione. Ma le imprese hanno bisogno di consulenti a tutto tondo: svolgere, sia pure al meglio, gli adempimenti tributari non basta più». Ed è per questo che il presidente è uno strenuo sostenitore degli studi associati, a cominciare dal proprio: «Ci siamo divisi i compiti: io sono specializzato nel societario e nel contenzioso tributario, mio fratello invece nella contrattualistica e procedure concorsuali. E sono convinto che sarà questa la tendenza nei prossimi anni. Se si vuole essere consulenti globali, in un parola economisti d’impresa, non si può non passare attraverso lo studio associato, meglio ancora se allargato ad altri professionisti dell’area contabile e giuridica con specializzazioni diverse. Ed è questa un’indicazione che mi sento di raccomandare anche ai giovani, le nuove leve della professione». Buona parte delle quali proviene dall’istituto tecnico commerciale «Giuseppe Parini», dal 1908 la «fabbrica » dei ragionieri di Lecco. Tradizione secolare e capacità di adeguarsi alle esigenze del mondo produttivo, «ampliando e diversificando nei decenni- come si legge nella guida dell’istituto - la sua offerta formativa nel campo dei servizi amministrativi e del territorio in generale», caratterizzano il Parini, frequentato oggi da oltre mille studenti. Dei duecento che si diplomano ogni anno, il 45% circa entra subito nel mondo del lavoro, attraverso contratti a termine e di formazione, mentre per gli altri si aprono le porte dell’università o, in molti casi, dell’azienda di famiglia.