L'economia Usa frena più del previsto La Fed taglia i tassi

La performance del pil
nel quarto trimestre conferma dunque che la locomotiva americana è in fase di forte decelerazione. Il
rialzo, inferiore alle previsioni dell'1,2%, è infatti il dato peggiore dal quarto trimestre del 2002. La Fed tagli i tassi: dal 3,5 al 3%. Si impenna l'euro

Washington - Frena l’economia Usa. Il pil nel quarto trimestre è cresciuto dello 0,6% contro il 4,9% del terzo. Era attesa una crescita dell’1,2%. Per l’intero 2007 il tasso di crescita è stato del 2,2% dopo il +3,3% registrato nel 2006. Nel quarto trimestre si è inoltre registrata una frenata dei consumi privati, +2,0% contro +2,8% del precedente trimestre. La crescita annua è stata dello 0,3%. Il tasso d’inflazione core (senza cibo e petrolio) trimestrale è balzato a +2,7% contro +2,0%.

Crescita più bassa da 5 anni Il tasso di crescita dell’economia statunitense del quarto trimestre è risultato pari solo alla metà rispetto alle previsioni degli economisti che avevano preventivato un rialzo dell’1,2% dopo il +4,9% registrato nel terzo trimestre. Per l’intero 2007, il tasso di crescita è stato del 2,2%, il più basso da cinque anni a questa parte, dopo il +3,3% registrato nel 2006.

Giù immobili e consumi La frenata dell’economia si deve principalmente alla recessione immobiliare e al raffreddamento dei consumi. Nell’ultimo scorcio del 2007, le costruzioni residenziali che sono crollate del 24%, il ribasso più forte da 26 anni, sottraendo all crescita l’1,2%. Sull’economia ha inoltre pesato la contrazione delle scorte che riflette, appunto, il crescente timore delle aziende per una gelata dei consumi. In particolare, nel quarto trimestre i consumi privati, che rappresentano i due terzi dell’economia Usa, hanno evidenziato un rallentamento segnando un +2,0% contro +2,8% del terzo trimestre. Per tutto il 2007 l’aumento è stato di appena il 2,9%, il più basso degli ultimi quattro anni.

Aumentano i prezzi In accelerazione, invece, la dinamica dei prezzi che risente dei rincari dei carburanti: nel quarto trimestre l’ indice generale legato ai beni e servizi comprati dai consumatori ha registrato un +2,6% (dal +1% del trimestre precedente). Il tasso d’ inflazione core (al netto di cibo e petrolio), indicatore privilegiato dalla Federal Reserve per definire le sue scelte di politica monetaria, è balzato a +2,7% contro +2,0% del precedente trimestre. È l’incremento più forte dal secondo trimestre 2006. Proprio stasera si conclude la riunione di politica monetaria della Federal Reserve e il mercato dà per scontato che i banchieri centrali americani taglieranno ancora il costo del denaro portandolo al 3,0%.

La Fed taglia il tasso di sconto L'attesa decisione della Federal reserve sul tasso di sconto è arrivata: il costo sui Fed funds è stato tagliato di mezzo punto: dal 3,5 al 3%. Secondo la Federal Reserve "restano rischi al ribasso per la crescita".

Si impenna l'euro Vola la valuta europea nei confronti del dollaro dopo l’annuncio del taglio dei tassi di interesse da parte della Fed. L'euro vale 1,4869 dollari, dopo che in chiusura dei mercati europei era scambiata a 1,4779 dollari. La Fed ha rivisto al ribasso di 50 base il tasso di riferimento portandolo al 3%, ovvero un punto percentuale più basso rispetto a quello della zona euro, fermo al 4%.