L'editoriale di Minzolini "Il Cav non si dimetta" Garimberti: "Parla per sé"

Il direttore del Tg1: &quot;Non c'è una scissione della maggioranza e non si vede all'orizzonte un'alternativa&quot;. E Garimberti: &quot;L'editoriale è un suo diritto, parla a nome personale&quot;. <a href="/video.pic1?ID=editoriale_minzolini_19_09_2011&LINK=MMC" target="_blank"><strong>Guarda il video</strong></a>

Roma - Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, in un nuovo editoriale, ha difeso la scelta di Silvio Berlusconi di non dimettersi: "Perché dovrebbe farsi da parte ora che non c’è stata alcuna scissione nella maggioranza, una maggioranza che ha il merito di aver varato manovra di dimensioni gigantesche per salvare il paese?", ha detto durante l'edizione serale di ieri.

L'unica ragione per sciogliere l'esecutivo è, secondo Minzolini, "il diktat della magistratura che non lo vuole e il giudizio della grande stampa a cui non è mai piaciuto. Considerazioni ragionevoli per alcuni ma a mio avviso per nulla convincenti e che hanno ben poco a che fare con le regole della democrazia". Del resto il giornalista osserva che anche l'opposizione non è messa bene tanto che "non si vede all’orizzonte una maggioranza alternativa che possa varare qualsiasi manovra in una situazione di emergenza. E questa è una considerazione razionale di non poco conto".

Minzolini ricorda che l'ipotesi di larghe intese non è nuova, ma era stata presa in considerazione anche un anno fa. "All’epoca c’erano altre intercettazioni, quelle sul caso Ruby", sottolinea il direttore, "Ci fu una scissione della maggioranza, benedetta da buona parte della stampa italiana che ha bloccato l’azione del governo. Ma il governo non cadde e non si vede perchè dovrebbe cadere oggi, sulla scia di intercettazioni che ledono pesantemente la privacy di Berlusconi per iniziative processuali in cui premier non solo non è indagato come a Bari, ma è addirittura parte lesa come a Napoli".

L'editoriale ha suscitato un vespaio di polemiche. Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha così provato a spegnerle ricordando che quella di Minzolini era un' opinione strettamente personale e "non impegna in alcun modo la Rai", "fermo restando il diritto di ogni direttore di fare editoriali o commenti, magari senza eccedere in termini di frequenza".