Lefebvriani: no salvezza per ebrei non convertiti

Il superiore
della Fraternità di San Pio X, monsignor Bernard Fellay, torna a criticare l'ecumenismo e rimprovera alla Chiesa
la mancanza di volontà di convertire: "C’è uno spirito pericoloso che percorre tutto il Concilio
e in questo senso noi lo rifiutiamo"

Gli ebrei "sono nostri fratelli maggiori nella misura in cui abbiamo qualche cosa in comune (cioè l’Antico testamento, ndr), tuttavia questo aspetto non è sufficiente affinché essi siano salvati", per questo bisogna continuare a pregare per la loro conversione. A tornare su un argomento 'spinoso', fonte nelle settimane scorse di vivaci polemiche, ci pensa il superiore della Fraternità di San Pio X, monsignor Bernard Fellay, in un’intervista al settimanale cattolico Famille chretienne che sarà pubblicata domani.

La critica all'ecumenismo Monsignor Fellay critica anche l’ecumenismo e rimprovera alla Chiesa la mancanza di volontà di convertire. Ancora sul Vaticano II Fellay, afferma: "C’è uno spirito pericoloso che percorre tutto il Concilio e in questo senso noi lo rifiutiamo". Poi il Superiore della Fraternità aggiunge: "Quando si parla della 'lettera' del Concilio non si tratta di rifiutarlo tutto quanto in blocco". In sostanza è necessario, ha spiegato monsignor Fellay, ricordando la posizione di monsignor Lefebvre, accettare ciò che del Concilio non è conforme alla tradizione e rifiutare tutto il resto. Una posizione, questa, che i lefebvriani hanno sempre sostenuto. In quanto al riavvicinamento fra scismatici lefebvriani e Vaticano "è un bene per tutta la Chiesa".