Dalla Lega un altro dispetto a Formigoni

Oggi l’incontro tra premier e il leader lumbard, che potrebbe risolvere il caso

Chiara Campo

Una conferenza stampa per annunciare che Milano diventerà capitale europea della scienza, grazie ai 5 progetti che saranno realizzati con lo sblocco dei fondi Inail. Buone notizie su interventi di edilizia sanitaria, sfoderate a Palazzo Marino, tra gli altri, dal ministro del Welfare Roberto Maroni - che ha organizzato la presentazione e deciso la lista dei relatori -, e dal sindaco Gabriele Albertini, che ha messo a disposizione la sede del Comune. Escluso dal tavolo, il presidente della Regione Roberto Formigoni. Non una dimenticanza, ma l’ennesima schermaglia tra Lega Nord e Formigoni, dopo che il governatore ha sospeso dall’incarico l’assessore, guarda caso alla Sanità e del Carroccio, Alessandro Cè. «È certamente una buona iniziativa», si legge in una nota diramata dalla presidenza della Regione, ma è sottolineato anche lo «stupore per il mancato invito alla Regione stessa, che ha dato e continua a dare il proprio fondamentale contributo di indirizzo alla programmazione sanitaria degli istituti Besta e Nazionale dei tumori (tra i progetti presentati ieri, ndr). Va ricordato il sistema sanitario lombardo dovrà erogare un finanziamento di oltre 10 milioni di euro l’anno almeno per i prossimi 30 anni. È strano non si sia ritenuta necessaria la presenza dell’istituzione costituzionalmente competente in materia di assistenza sanitaria e direttamente responsabile dell’equilibrio dei costi». Poi, è un botta e risposta che alimenta le tensioni. «Ambienti» del ministero del Welfare replicano che «trattandosi di materia che aveva a che fare con la sanità, il ministro Maroni non ha invitato la Regione perchè in questo momento manca il punto di riferimento sulla sanità». Teoria ribadita dal ministro stesso al termine del consiglio federale della Lega che si è tenuto nel pomeriggio in via Bellerio: «Cè - ha detto Maroni - mi ha sgridato perchè non l’ho invitato alla presentazione e gli ho risposto che non potevo farlo perchè in questo momento non è assessore, e anche in Regione non c’è un riferimento sulla Sanità». Limitandosi a sorridere a chi gli faceva notare che al momento le deleghe sono in mano al governatore. Precisazione che non tarda ad arrivare dalla Regione stessa: «La giunta ha sempre avuto e ha tuttora un responsabile delle politiche sanitarie, e ai sensi della Costituzione è comunque il presidente». E ironizza sulla presunta «mancanza di riferimento» citata dal ministero e da Maroni: «Se ci si riferisce ai numeri di telefono della Regione, sono sempre reperibili sugli appositi elenchi».
E sì che, non più tardi di ieri mattina, il leader della Lega Umberto Bossi ha dichiarato che per risolvere lo scontro in atto tra Cè e Formigoni «serve il dialogo, verrà il momento di affrontare la questione facendo le cose piano, è inutile forzare altrimenti diventa più difficile. Cè ha il suo caratteraccio, e gli altri pure gli vanno dietro, ma non è il momento di forzare le cose nè da una parte nè dall'altra». Anche perchè, ha osservato, «lo sanno tutti che Formigoni è stato eletto anche con i voti del Carroccio». Concetto ribadito ai suoi nel consiglio federale: «Non dobbiamo dare alibi a chi vuole strumentalizzare la situazione, non alziamo i toni, risolverò la questione direttamente con Berlusconi».
Una svolta dovrebbe finalmente arrivare infatti dopo l’incontro, che potrebbe svolgersi già oggi, tra il premier Silvio Berlusconi, Bossi e Formigoni. «Le difficoltà della maggioranza - sostiene intanto il coordinatore lombardo dell’Unione Riccardo Sarfatti - hanno diretta conseguenza sull’attività regionale». In mattinata si terrà una riunione tra segretari politici dell’Unione, capigruppo del consiglio regionale e membri del consiglio di presidenza.