La Lega araba protesta "Quei raid eccessivi" Crepe nella coalizione

Dopo aver sostenuto la no fly zone la Lega araba critica i raid: "Allontanano dall'obiettivo". La Russia chiede lo stop all'uso non selettivo della forza. E l'Iran dubita: "Chi attacca vuole solo il petrolio"

Tripoli - La Lega araba, che aveva sostenuto in pieno l’istituzione della no fly zone sui cieli libici, ha criticato i raid aerei occidentali sulla Libia. Il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, ha stigmatizzato i bombardamenti della coalizione internazionale in Libia, ritenendo che "essi allontanano dall’obiettivo, che è quello di imporre una no fly zone". "Quello che vogliamo è proteggere i civili, non bombardarne altri" - ha aggiunto -, la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza sulla Libia afferma il divieto di ogni tipo di invasione e di occupazione".  "La protezione dei civili non richiede operazioni militari", ha concluso Mussa.

Stop all'uso selettivo della forza La Russia, tramite il ministero degli Affari Esteri, ha chiesto che si ponga fine "all’uso non selettivo della forza" in Libia. "Nel quadro dei bombardamenti aerei in Libia, sono stati lanciati attacchi su obiettivi a carattere non militare", si spiega in un comunicato. Di conseguenza, "48 civili sono stati uccisi e più di 150 feriti", hanno fatto sapere da Mosca. Per questa ragione, ha precisato il ministero degli Esteri, "noi chiediamo ai paesi interessati a fermare il ricorso all’uso non selettivo della forza". In un comunicato il ministero degli Esteri di Mosca ha espresso "rammarico" per un intervento giudicato "troppo frettoloso". I media locali hanno inoltre citato fonti del Cremlino secondo le quali l’ambasciatore di Mosca a Tripoli è stato sollevato dall’incarico, per ragioni ancora non chiare.

L'Iran dubita degli occidentali L’Iran sostiene le "rivendicazioni legittime" dei libici di fronte al regime di Muammar Gheddafi ma "dubita" delle reali intenzioni degli occidentali che hanno lanciato attacchi aerei contro la Libia: è quanto ha spiegato il portavoce della diplomazia iraniana. "La posizione della Repubblica islamica è sempre quella di sostenere i popoli e le loro rivendicazioni legittime", ha dichiarato Ramin Mehmanparast. "Il passato e l’azione degli Stati dominatori per occupare i paesi oppressi pongono sempre dei dubbi sull loro vere intenzioni", ha però aggiunto Mehmanparast. Insomma, per Teheran  l’obiettivo dell'intervento militare delle forze occidentali è in realtà ristabilire il dominio coloniale sul Paese ricco di petrolio. "Queste nazioni - ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast - arrivano con slogan seducenti di sostegno alla popolazione ma in realtà seguono solo i loro interessi, per continuare il colonialismo in una nuova forma"