Lega, calcio al federalismo con la tournée in Lapponia

La nazionale padana di football è impegnata nel Viva World Cup 2008. Anche Bossi applaude la netta vittoria contro il Provence: finisce 6 a 1

da Milano

Un evento che merita un approfondimento di quattro pagine sulla Padania. E la presenza del leader leghista Umberto Bossi sugli spalti, tra gli spettatori. È la partecipazione della nazionale padana alla seconda edizione del Viva World Cup 2008, il torneo mondiale per le nazioni non riconosciute o non affiliate né alla Fifa né alle altre organizzazioni continentali in corso in questi giorni in Lapponia. Attenzione ricompensata dal risultato del primo incontro disputato ieri dai ragazzi in maglietta bianco-verde contro il Provence: un netto 6 a 1 che certo ha inorgoglito il Senatùr. Era presente di persona al match che ha premiato le scelte tattiche dell’allenatore Leo Siegel, che non ha però potuto schierare Roberto Bossi, il figlio del ministro delle Riforme, infortunatosi a una caviglia durante gli allenamenti. Un esempio, quello di Bossi junior, dello spirito solidale e, è il caso di dirlo, di squadra, che regna tra questi ragazzi. Sì, perché la caviglia dolorante non ha impedito all’infortunato di partire insieme agli altri per essere vicino, almeno dalla panchina, ai suoi compagni.
La vittoria ripaga la squadra degli oggettivi disagi affrontati per prendere parte al mondiale. Disagi che il giornale della Lega ha raccontato in una sorta di diario di bordo dedicato all’evento alla vigilia della partita contro i francesi, con due inviati al seguito dei giocatori per seguire passo passo gesta, speranze, difficoltà e vita quotidiana della nazionale padana. Oltre al contributo dei tifosi che, partiti con camper dai nomi che si rifanno ai simboli della Padania (uno per tutti, Alberto da Giussano), hanno affrontato un viaggio di duemila chilometri per supportare la loro squadra e farle sentire il calore della sua terra.
Resoconti meticolosi, che raccontano dall’ultimo allenamento a Cogliate, fino all’arrivo a Gallivare, la cittadina che ha ospitato la partita con il Provence. Passando attraverso la narrazione del lungo viaggio per raggiungere il Paese nordico: tre scali con l’aereo (Copenaghen, Stoccolma, Kiruna) poi un’ora e mezza di pullman, il tempo necessario per percorrere i 115 chilometri che, tra foreste e laghi, separano l’ultimo scalo da Gallivare.
E poi i particolari, piccoli, che danno il senso di una partecipazione e di una condivisione tra popolo leghista e questi nuovi ambasciatori della Padania nel mondo. Il costo della vita, che fa impallidire i rincari di casa nostra, con un panino e una birra che arrivano a costare anche 16 euro. Il cibo che, tra carne di renna e colazioni a base di burro e salmone, certamente non solletica i palati di gente abituata alle prelibatezze italiane. E, per finire, quello strano e affascinante fenomeno di un sole che, in questo periodo dell’anno, non tramonta mai. Giornate lunghe ventiquattro ore che inevitabilmente fanno sballare l’orologio biologico di noi mediterranei.
A cornice di tutto, poi, una certa «aria di casa», almeno di quella alla quale si aspira: strade pulite, legalità garantita, ordine e decoro urbano. Ma anche una natura incontaminata che certamente a questi ragazzi ricorda valli e montagne della loro terra. Insomma, un’attenzione degna dei grandi avvenimenti, quelli storici. E di grande avvenimento, per la Padania, si tratta. Per il valore simbolico, identitario e di catalizzatore di ideali di cui si fa carico.