La Lega: «Cari alleati attenzione ai tranelli»

da Roma

La linea della Lega non cambia. Ribadita in mattinata dai capigruppo del Carroccio saliti al Quirinale e confermata nel tardo pomeriggio da Umberto Bossi. «Dico no ad un governo balneare che ha il solo scopo di salvare la sinistra. Il popolo - spiega il Senatùr - deve potersi esprimere con il voto». Secondo il leader del Carroccio, infatti, l’obiettivo dell’Unione è solo «fare un governo balneare per tirare avanti due mesi e poi dire che non si può andare a votare perché è impossibile». Invece, «si deve andare al voto subito, senza pasticci e senza confusioni».
D’altra parte, è questo che hanno ribadito Maroni, Castelli, Calderoli e Gibelli incontrando in mattinata Giorgio Napolitano: «Elezioni subito, senza alcun tipo di soluzione ponte». «La posizione della Lega è molto chiara - sottolinea il capogruppo al Senato al termine dei colloqui con il capo dello Stato - perché crediamo che di fronte a questa crisi di governo Prodi, che in realtà è durata per tutto l’arco di questo primo scorcio di legislatura visto che a Palazzo Madama non esiste una chiara maggioranza, non si possa far altro che prendere la strada maestra che c’è in democrazia: il ritorno di fronte al popolo». Spiega ancora Castelli: «Riteniamo che si debba sciogliere immediatamente il Parlamento e tornare a votare, per dare la parola agli elettori che possano scegliere una maggioranza chiara». Per l’ex ministro della Giustizia, si tratta di «una posizione precisa e netta, senza altre disponibilità a soluzioni alternative» che secondo la Lega «sarebbero anche impedite dalla stessa legge elettorale». A questo proposito, Castelli ritorna su quanto detto giovedì da Calderoli e ricorda che «la legge elettorale ha dato un premio di maggioranza a una precisa coalizione e a un preciso candidato premier che era appunto il presidente del Consiglio Prodi». Insomma, «non potrebbe esservi altra alternativa al voto perché si verrebbe a creare un vulnus alla compagine presente in questo momento in Parlamento, soprattutto alla Camera dove ci sono i deputati che sono stati eletti, appunto, in funzione proprio di quel premio di maggioranza assegnato alla coalizione elettorale dell’Unione che si è presentata al voto». Secondo Calderoli, però, «si stanno organizzando dei pasticci pur di non andare al voto ed evitare una sconfitta clamorosa, ovvero dare vita al governo allo yogurt, ovvero ad un governo con la data di scadenza già sull’etichetta». «È evidente - dice il coordinatore delle segreterie della Lega - che l’unica finalità di una soluzione del genere sarebbe quella di far passare il periodo che consentirebbe di indire elezioni subito e, una volta scaduto lo yogurt, dare vita ad un governo di larghe intese con la scusa della stesura del Dpef e successivamente della Finanziaria. Mi sembrano giochini fin troppo evidenti e se posso comprendere che facciano comodo alla sinistra mi auguro, invece, che non traggano in inganno gli alleati dell’opposizione. Perchè diversamente - conclude - le nostre strade si dividerebbero da subito...».