La Lega cattolica americana contesta il film della Kidman

«The Golden Compass è un’opera anti-religiosa» Ma l’attrice respinge il giudizio: «Se fosse così non l’avrei fatto»

da New York

Con lo stesso entusiasmo con cui anni fa aveva promosso The Passion, il film di Mel Gibson sulla crocifissione, la Lega cattolica per la difesa dei diritti religiosi e civili americana si è lanciata in una campagna per fermare un'altra opera: una storia di fantascienza ad alto contenuto anticattolico intitolata The golden compass, tratta dal primo romanzo della trilogia futuristica di Phillip Pullman. L'autore si è sempre definito un ateo ma il presidente della Catholic League, William Donohue, dal suo ufficio di New York, l'ha definito un «militante che vuole vendere ateismo ai ragazzini».
Il film, diretto da Chris Weitz, ha come protagonisti Nicole Kidman e Daniel Craig, il nuovo James Bond. Dovrebbe uscire nelle sale americane il 7 dicembre e, secondo la Lega cattolica, verrà sostenuto da un incredibile marketing mirato a vendere milioni di copie della trilogia di Pullman, intitolata His dark materials. Il film è tratto dal primo dei tre romanzi futuristici, seguito da The subtle knife («Il coltello sottile») e poi da The amber spyglass («Il canocchiale d’ambra»). Come Harry Potter e Il Signore degli anelli, anche questa saga ha grande seguito tra i teenager, attirati dall'aura gotica della trama: la protagonista, Lyra, è una ragazzina cresciuta nell'ambiente puritano di Oxford che si avventura in un mondo immaginario alla ricerca del miglior amico, Roger, che è stato rapito dalla setta malefica detta Magisterium. Ma dietro a quel nome Pullman ha sempre ammesso di aver voluto nascondere la Chiesa cattolica con le sue gerarchie. Una chiesa che nei suoi romanzi rapisce e tortura minorenni.
«Fate in modo che i vostri figli boicottino questo film anticattolico. Dovete sapere quale spaventoso lavaggio del cervello si nasconde dietro la storia», ha tuonato il presidente della Lega, che ha iniziato una lunga serie di apparizioni nei maggiori talk show americani per costringere il regista a difendere la sua pellicola. Da parte sua Chris Weitz ammette che l'opera, prodotta dalla New Line Cinema, è stata ammorbidita: «È vero, nel romanzo il Magisterium è una versione della Chiesa che ha abbandonato le proprie radici per addentrarsi nel mondo del male. Ma se la cercate nel mio film rimarrete delusi: abbiamo ampliato il significato del Magisterium,trasformandolo in un dogma malefico che potrebbe rappresentare sia una gerarchia ecclesiastica sia i dirigenti dell'ex impero sovietico».
A difendere The golden compass è intervenuta Nicole Kidman. Pur essendo stata sposata a Tom Cruise, noto adepto di Scientology, l'attrice si definisce cattolica. «La sceneggiatura è stata molto addolcita rispetto al romanzo», ha detto. «Sono stata cresciuta in una famiglia cattolica e la Chiesa ha un ruolo importante nella mia vita. Non sarei stata capace di recitare quella parte se l'avessi considerata antireligiosa».
Ma Donohue non la pensa come lei: «Salvate i vostri figli da questa nuova ventata di ateismo cinematografico», insiste. La battaglia tra la Lega cattolica e la National Secular Society, il gruppo in difesa del secolarismo al quale Phillip Pullman appartiene da tempo, attraversa giornali e televisioni. Di fronte all'idea di un boicottaggio internazionale del film, il presidente Terry Sanderson ha dichiarato: «Fin dall'inizio i produttori hanno detto di voler eliminare dalla sceneggiatura qualsiasi elemento anti religioso: così hanno distrutto il cuore del romanzo, anzi l'hanno castrato. La religione ha completamente conquistato la vita culturale dell'America: adesso tutti noi soffriamo a causa di una nuova censura». Dura la replica di Donohue: «Con questa dichiarazione è come se voi diceste che il film è troppo poco anticattolico». La polemica continua.