La Lega: "Controlli ed espulsioni casa per casa". De Corato: "Far west tra bande e il conto lo pagano i milanesi"

La Lega parte all'attacco della politica "dell'integrazione facile",
come dice il ministro Roberto Calderoli. E Matteo Salvini, eurodeputato
e consigliere comunale, chiede "controlli ed espulsioni casa per casa,
piano per piano". Il vicesindaco De Corato: "Far west tra bande di nordafricani e sudamericani. Ma il conto lo pagano i milanesi". Il Pd attacca il Comune e chiede che Maroni riferisca alle Camere. Formigoni: "Violenze inaccettabili"

Milano - La rivolta degli immigrati a Milano, dopo l'omicidio in via Padova di un diciannovenne egiziano da parte di sudamericani, diventa subito un caso politico a un mese e mezzo dalle regionali. La Lega parte all'attacco della politica "dell'integrazione facile", come dice il ministro Roberto Calderoli. E Matteo Salvini, eurodeputato e consigliere comunale, chiede "controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano" nei quartieri multietnici della città. Il Pd, invece, con il candidato alla presidenza della Lombardia Filippo Penati, punta l'indice contro "chi governa la città da 15 anni". Mentre Emanuele Fiano, deputato milanese, chiama il ministro dell'Interno Roberto Maroni a riferire al più presto alla Camera sugli scontri scoppiati nel tardo pomeriggio in città.

"Quello che è accaduto è una risposta a tutti coloro che ritengono che l'integrazione possa avvenire per legge o per decreto - dice all'ANSA Calderoli - Sono cose da matti, stiamo pagando una ideologia sbagliata del passato e anche gli errori odierni di qualcuno che pensa che l'integrazione possa realizzarsi attraverso delle modifiche numeriche".

Senza citarlo, una bacchettata a chi, come il presidente della Camera Gianfranco Fini, chiede che siano ridotti i tempi per ottenere la cittadinanza. Calderoli ricorda che la Lega considera "da sempre essenziale quantità, qualità e controllo" dell'immigrazione. "Quello che accade stasera a Milano è un segnale di una possibile nuova banlieu francese - aggiunge - Proprio mentre la Francia sta facendo proposte rigide per il controllo dell'immigrazione dimostrando come sia giusta la nostra linea".

Riccardo De Corato, vicesindaco Pdl di Milano, parla di "far west tra bande di nordafricani e sudamericani. Ma il conto - dice - lo pagano i milanesi: auto e negozi distrutti, decine di uomini della polizia impegnati per ore". De Corati cita i dati dell'immigrazione in città: "200mila extracomunitari regolari, 40mila clandestini; il 15,4% della popolazione milanese fatta di extracomunitari e via Padova, la via più multietnica di Milano - aggiunge - testimonia che sono numeri enormi: così è difficile governare l'immigrazione".

Un affondo che provoca la reazione di Penati, che il 28-29 marzo sfiderà Roberto Formigoni per la poltrona di governatore lombardo. "Sono 15 anni che De Corato e la destra governano la città e, di fronte ai tragici fatti di Via Padova, sanno solo dire che Milano è il far west. Non è accettabile che quando governa il centrosinistra il problema dell'ordine pubblico è colpa del governo, mentre quando lo fa il centrodestra, sia a livello locale che nazionale, non si sentono investiti da nessuna responsabilità".

"Incidenti e violenze inaccettabili: la legge deve essere rispettata da tutti, tanto più da chi è ospite nel nostro Paese. I colpevoli vanno individuati e perseguiti e sono sicuro che le forze dell'ordine sono e saranno all'altezza del compito", dice il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.