«La Lega è in crescita Prenderemo voti anche alla sinistra»

da Roma

Walter Veltroni ha detto che voi della Lega avrete la golden share. Cosa vuol dire, senatore Calderoli?
«Ormai Veltroni non parla più l’italiano. Da buon imitatore di Obama parla solo americano. Avrà letto i sondaggi...».
È vero che siete molto contenti dei numeri?
«Dall’inizio della campagna elettorale il trend della Lega è sempre stato in crescita, con un travaso di 800mila voti, da Forza Italia, An e da sinistra».
Vi aspettate sorprese anche fuori dai vostri «feudi»?
«Nelle regioni di sinistra. Il problema della criminalità, dell’immigrazione, lo stanno vivendo sulla loro pelle. C’è tanta gente che aveva votato sinistra in buona fede. Invece andati al governo, quelli si sono mostrati i più grandi poltronai e gestori del potere».
La Lega potrebbe essere determinante al Senato: come vi comporterete?
«Abbiamo concordato un programma con gli altri, è chiaro che tanto maggiore sarà il nostro peso, tanto più grande sarà la priorità che verrà data al cambiamento. Noi abbiamo sempre rispettato i patti e chiediamo che venga fatto dagli altri».
C’è chi dice che la Lega già alza la voce.
«Il presidente Berlusconi ha sempre dichiarato che gli alleati più fedeli in questi anni siamo stati noi. L’abbiamo dimostrato con i fatti».
Perché Veltroni ha puntato il mirino sulla Lega?
«I numeri lui li ha: sarà una suonata dell’accidenti per la sinistra. Sta cercando in maniera sconclusionata di creare una frattura nella coalizione e nel Paese. Gli è andata male: non c’è solo la Lega, ma l’Mpa nel sud che vuole cambiare la classe dirigente mollando l’assistenzialismo».
C’erano tempi in cui il centrosinistra vi corteggiava...
«Siamo stati la “costola della sinistra” e siamo stati corteggiati negli ultimi mesi per le riforme costituzionali. Ma sono talmente democratici che se uno non è schierato con loro viene considerato un pericolo. Il fascismo è dalla loro parte».
Il fascismo?
«Impedire all’antagonista di poter esprimere la propria idea è un regime, gli italiani non se ne accorgono. A Berlusconi una volta sì e una no gli vanno a rompere le palle. Sul pullman c’è la classe dirigente, ma hanno le truppe cammellate dei centri sociali».
Il vento anti-casta aiuta la Lega?
«Tutto quello che chiede l’anticasta l’avevamo messo nella nostra riforma della Costituzione. Sembrava dovesse dividere il Paese, invece avrebbe fatto bene anche al sud...».
Bossi-Berlusconi: si è fatto un gran parlare di crisi.
«Ho parlato con Berlusconi, i problemi non ci sono. Dobbiamo prendere atto che l’informazione è schierata per il 99 per cento».
È importante che Bossi sia nel governo?
«È il simbolo del cambiamento, del federalismo e gli viene riconosciuto anche in Europa. Credo che sia una garanzia per un governo avere uno come Bossi per il cambiamento».
Cosa risponde a chi dice che la colpa delle schede confuse è della legge elettorale?
«È una menzogna! La scheda è la conseguenza di un decreto legge del centrodestra, fatto quando io non ero più ministro, ma bisogna vedere poi come lo applichi. Questa è tutta farina del sacco del ministero dell’Interno».
Distrazione?
«Non ci credo... Sarò malizioso, ma tra il discorso di Pizza, il fatto che militari e diplomatici siano stati fatti votare comunque prima della sentenza della Cassazione. Le schede confuse. Mi sembra chiaro che tutto questo poteva portare al mantenimento in vita, artificialmente, di Prodi».
Ossia?
«Se non c’è un voto chiaro e se non c’è un governo di maggioranza, rimane Prodi, così si fa le cinquecento nomine, risolve la vicenda Alitalia...».
Anche il Guardian vi chiama spine nel fianco per Berlusconi. E’ la verità?
«La Lega avrà il ruolo del buon pastore che terrà unito il gregge e andrà a recuperare chiunque uscirà dal branco. Magari prendendoci morsicate».