«La Lega dice che il tifoso è “suo”»

Fabio Ravezzani, direttore delle testate sportive di Telelombardia e Antenna 3, presenta con successo da anni una delle trasmissioni più viste di tutto il nord Italia.
Questa nuova regolamentazione rappresenta una bella penalizzazione per i vostri programmi.
«Proprio così: non poter più far entrare le nostre telecamere negli stadi è una grossa limitazione. Abbiamo contestato questa decisione e siamo in discussione con la Lega, credo però che sarà difficile trovare un accordo, alla peggio resteremo negli studi.
Cosa vorreste ottenere?
«Stiamo discutendo con la Lega in modo tale da avere almeno l’inviato al telefono dallo stadio. Vorremmo comunque trovare una soluzione condivisa, per tutelare un servizio che poi è assolutamente collaterale alla partita: a chi ci guarda interessa il dibattito, non certo la teleaudiocronaca. Ma c’è di più».
Cosa?
«La Lega ha deciso che anche le immagini correlate fanno parte dello spettacolo. In pratica i tifosi che pagano il biglietto non possono essere ripresi perché fanno parte della partita stessa. E quindi ci hanno spiegato di aver venduto queste immagini correlate alle Rai: così, a sua insaputa, il tifoso che magari allo stadio contesta il sistema televisivo, in realtà diventa una attore su cui la Lega crea un valore aggiunto che fa pagare alle emittenti».