Lega e centri sociali marciano in pace dopo lauti banchetti

Poliziotti e carabinieri dappertutto, al Lagaccio, in un pomeriggio che si annuncia denso di tensione per la duplice manifestazione di centri sociali e Lega, pro e contro la moschea. Ma si capisce subito - per le folate di tramontana, ma anche per via dei banchetti attrezzati con cibi e bevande - che nessuno ha voglia di spingere più di tanto l’acceleratore del dissenso. Gli esponenti di Forza nuova si fanno vedere solo a distanza. La sensazione prevalente è che le marce, distinte e ben controllate dalle forze dell’ordine, resteranno pacifiche. In via Napoli si forma il presidio della Lega, mentre in fondo al campo sportivo si organizzano i primi drappelli delle associazioni no global a pochi metri dal centro sociale Terra di nessuno al posto del quale dovrebbe sorgere il primo minareto della Liguria. Gazebo, musica. Si mangia e si balla. I leghisti mandano in onda i Buio Pesto registrati mentre i centri sociali preferiscono la live music. Focaccia a volontà (offerta libera) con rigoroso Barbera del Piemonte sono il piatto forte dei pro moschea, il Carroccio opta per panini al prosciutto con rosso di Puglia. Per la Lega ci sono Gianalberto Conte, Alessio Piana, Edoardo Rixi e Francesco Bruzzone, Guidi Bonino, e l’ex ministro Roberto Castelli («a titolo personale») che non risparmia critiche al Comune. Gli fa eco dal Lagaccio, di fronte a una folta comunità islamica, don Gallo che non rinuncia neanche lui a sparare sulla Vincenzi: «È vergognoso che non sia qui con noi». Alle 19 i cortei si muovono. Un fiume di fiaccole arriva a pochi metri dai no global al ritmo di «avanti popolo del Lagaccio». Gli rispondono, da dietro il cordone della polizia con le note di «O partigiano portami via». I no global fanno esplodere alcuni fumogeni. Ma finisce qui.