Lega, Galliani lascia a settembre. Come previsto

Il cambio solo dopo che la confindustria del pallone si sarà data nuove norme

Franco Ordine

Il presunto «invito a comparire» è diventato un appuntamento a colazione tra due gentiluomini milanesi che coltivano, tra l’altro, la passione della buona tavola. Sulla location c’è stato anche un divertente giochino. Il professor Guido Rossi, da qualche settimana super commissario della federcalcio, ha già appreso l’arte del dribbling. E così dopo aver visto, sotto i suoi uffici eleganti in via Sant’Andrea, stazionare telecamere e microfoni con frotte di cronisti e di cineoperatori in attesa del summit, ha invitato Galliani a spostare l’appuntamento in un luogo riservato, la saletta di un albergo del centro, al riparo da giornalisti e curiosi. Dietro l’incontro, primo della serie, di sicuro non sarà l’ultimo, è spuntato un clima di grande cordialità e di viva collaborazione.
Non solo. Ma alla fine della colazione, Guido Rossi ha chiesto a Galliani di gestire in esclusiva la comunicazione del vertice e il dirigente berlusconiano, soddisfatto per il risultato, ha rispettato in modo rigoroso l’impegno preso. «Incontro molto positivo» la sua unica frase rimasta a galleggiare in un caldo pomeriggio milanese, prima che dall’ufficio stampa della federcalcio arrivasse una nota informativa dai toni morbidi, rassicuranti. Ecco le caratteristiche del summit, illustrate in rapida sintesi attraverso i diversi temi affrontati dai due: 1) si è trattato di un appuntamento molto cordiale e di carattere istituzionale; 2) Galliani ha illustrato, nel dettaglio, le future scadenze del calcio italiano, le più urgenti e delicate, quali le iscrizioni al campionato con tutta la trafila dei complicati controlli da esercitare prima di procedere all’allestimento dei calendari; su tale materia il professor Rossi ha preso nota di altre date che scandiranno la sua attività; 3) si è anche discusso della struttura attuale della Lega professionisti e dei possibili assetti futuri (l’orientamento dell’associazione privata dei club di serie A e serie B è quello di procedere alla nomina di un manager al di sopra delle parti, con preventiva riscrittura delle regole, lavoro da completare entro il mese di settembre, molto prima dunque della scadenza prevista entro la fine dell’anno del mandato di Rossi, prima di dicembre 2006 insomma); 4) Galliani infine, grazie alla sua condizione di componente della commissione Uefa per le coppe, ha passato al professor Rossi notizie utili in vista dell’incontro che questa mattina, in Baviera, avrà con il presidente dell’Uefa Johansson e il segretario generale Olsson. Conti alla mano, e il professionista milanese è uno che conosce il valore delle cifre, il calcio italiano ha bisogno come il pane delle iscrizioni alle coppe se non vuole conoscere un collasso finanziario. Per decifrare meglio, il senso politico del vertice, c’è stato bisogno di ascoltare le versioni passate dal professor Rossi ai suoi giornali di riferimento e di valutarne la portata. Ai suoi interlocutori di fiducia il professor Rossi ha fatto sapere di aver spiegato a Galliani che, senza nessun avviso di sfratto o soluzione traumatica (commissariamento, impraticabile tra l’altro, statuto alla mano), bisognerà mettere mano, non domani e nemmeno tra dieci giorni, alla nuova versione della confindustria del calcio italiano. Ecco lo sviluppo: Galliani uscirà dalla Lega come ha deciso lui da tempo ma lo farà senza ricevere nessuna spinta alle spalle, concordando col commissario i tempi e le modalità. Il professor Rossi ha infatti riconosciuto un grave errore l’accelerazione della crisi negli uffici di via Rosellini, a Milano. «È un risultato che non mi serve» è stato il suo commento testuale. In serata fonti vicine al commissario hanno parlato della possibilità dell’ingresso in Lega di un suo uomo di fiducia, una specie di tutor per i presidenti del pallone. Ma la voce è stata decisamente smentita da fonti vicine a Galliani. Smentita anche la voce della candidatura di un noto giornalista sportivo, l’ex direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò, quale commissario straordinario dell’Aia, l’associazione nazionale degli arbitri, che ha il vertice decapitato dopo l’auto-sospensione di Tullio Lanese. «Non lo conosco e non ho deciso niente» è stato il secco commento del professor Rossi.