La Lega lancia l'offensiva contro la pratica dei divorzi fittizi

Il Carroccio denuncia il proliferare delle finte separazioni, organizzate ad hoc per ottenere benefici fiscali o per mettersi al riparo dalle conseguenze di un fallimento. Un fenomeno in costante crescita visto che in Italia circa il 7% dei divorzi ricadrebbe in questa fattispecie.

La Lega lancia un'offensiva contro i divorzi. O meglio contro le «separazioni simulate», organizzate ad arte per ottenere benefici fiscali o economici. La questione è conosciuta e dibattuta da tempo, con le associazioni pro-famiglia in prima linea a denunciare l'odiosa pratica di chi finge la rottura di un matrimonio per pagare meno tasse. Ma, a detta dei matrimonialisti, il numero delle coppie italiane che decidono di simulare la separazione per avere benefici fiscali sarebbe in continuo e costante aumento. Secondo alcune stime si tratterebbe del 7% delle cause di separazione che si celebrano oggi in Italia. Una vera e propria truffa difficilissima da provare.
I vantaggi delle separazioni simulate sono notevoli. Innanzitutto si punta sul venire meno del cumulo dei redditi e quindi su un grosso sconto a livello di tassazione. Inoltre nel momento in cui la coppia si separa e la casa coniugale viene assegnata alla moglie, il marito può acquistarne un'altra abitazione come prima casa con uno sconto del 5% sulla tassa di registro e godendo dell'esenzione dall'Ici. Poi c'è l'esenzione del ticket sanitario per i figli e delle tasse universitarie se il reddito della madre non supera i 25mila euro.
Di fronte al proliferare di questa pratica, il Carroccio chiede ora controlli più severi per tentare di individuare i «furbetti» delle separazioni fittizie che fingono di rompere il vincolo matrimoniale per pagare meno tasse. La richiesta viene girata al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al quale la Lega domanda di promuovere una grande operazione di verifica, incrociando i dati dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, ed efficaci azioni di contrasto per limitare il fenomeno. Il nostro sistema fiscale, sottolineano i parlamentari firmatari dell'interrogazione, «privilegia i single e addirittura incentiva le separazioni. E sempre più numerose sono le coppie che si separano per sola convenienza economica, con l'obiettivo di veder ridotta l'imposizione fiscale a loro carico». E se si abbassa il reddito, o addirittura si dimezza, entrano in gioco, osserva la Lega, agevolazioni tariffarie, accesso a prestazioni socio-assistenziali e sussidi scolastici. Per questo, secondo il Carroccio, «il fenomeno delle separazioni fittizie è in deciso aumento nel nostro Paese e neppure i costi delle pratiche di separazione consensuale frenano chi ha l'obiettivo di pagare meno tasse». Ecco perchè servono «controlli più efficaci per verificare se le numerose separazioni siano reali o fittizie, partendo magari dalla verifica di quelle che non si traducono in divorzi e dalla corrispondenza tra residenza dichiarata dai coniugi e residenza effettiva». Ma ci sono anche altri casi, altre fattispecie e altre motivazioni per consumare un divorzio fittizio. C'è infatti, anche la cosiddetta separazione «salva-beni». Se un marito, ad esempio, ha molti debiti e rischia il pignoramento della casa, può decidere di cedere l'immobile alla moglie attraverso la separazione, mettendolo così al riparo. La legge non entra nel merito delle motivazioni della separazione o del divorzio: un matrimonio può finire per tanti motivi e spesso si adducono ragioni di incompatibilità caratteriale. Peccato, però, che spesso i «furbetti del divorzino» finiscano per restare sotto lo stesso tetto. Senza più la fede al dito ma con il portafoglio più pesante.