La lega libera Pandev Ma tra Inter e Milan c’è lo Zenit di Spalletti

Goran Pandev ha vinto la sua personale battaglia con il presidente Lotito. L’attaccante macedone ha ottenuto la risoluzione del contratto con la Lazio, condannata anche a un risarcimento al giocatore di 160mila euro. «Una sentenza assolutamente equilibrata», ha detto l’avvocato del calciatore Mattia Grassani. Un pericoloso precedente per il club biancoceleste che a metà gennaio potrebbe perdere anche Ledesma, l’altro «dissidente» illustre in casa Lazio.
«È finito un incubo durato 5 mesi, ringrazio la mia famiglia, mia moglie e i miei procuratori che mi sono stati vicini - le prime parole di Pandev ai microfoni di Sky -. Volevo giocare, ero abituato ad andare in ritiro, giocare la domenica. Vedevi i tuoi compagni giocare, mentre tu non potevi. Non fa piacere come è andata a finire, perché rimango un sostenitore della Lazio, ma vado via da una persona che mi ha fatto malissimo. I tifosi hanno capito con chi hanno a che fare, Lotito e Tare (ds del club, ndr) non meritano questi tifosi. Nella mia situazione vergognosa c’erano anche Ledesma, Bonetto, Manfredini e altri. Ci cambiavamo e poi rimanevamo a parte, Crialesi ci comunicava che dovevamo allenarci da soli. Ballardini? Sono deluso anche da lui, è stato scorretto, ha detto cose vergognose nell’udienza. Sapevo che era in difficoltà, ma prima si deve essere uomini». Di parere opposto il patron della Lazio, Lotito, che accusa: «La sentenza era già scritta, altrimenti non avremmo chiesto la ricusazione del Presidente del Collegio arbitrale». L’impostazione data dalla sentenza potrebbe portare, come più volte chiesto da Lotito, a riconsiderare il problema dell’eccessivo potere contrattuale dei giocatori. «È un discorso sicuramente serio che va affrontato sotto il profilo della riscrittura dell’accordo collettivo - ha aggiunto -. Nel calcio la componente atleti ha un peso forte, ma è giusto visto che sono i protagonisti dell’evento sportivo».
Il mercato ipoteca ora il futuro di Pandev. «Mi piacerebbe restare in Italia», la risposta secca dell’attaccante. Sono diverse le squadre che puntano al giocatore, ormai a costo zero. Tra Inter e Milan, si è inserito lo Zenit San Pietroburgo di Spalletti, già vicino a Pandev quest’estate ma l’affare non si concretizzò per l’enorme differenza tra offerta del club russo (13 milioni) e domanda di Lotito (18). Ora lo Zenit torna alla carica con un’offerta al giocatore di 3 milioni all’anno per tre stagioni. La preferenza del macedone per il nostro campionato lascia però pensare a un derby tutto milanese, anche se le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.
Se i nerazzurri riuscissero ad aggiudicarsi Pandev in questi giorni, i tempi per arrivare al centravanti in cui spera la Roma e il tecnico Ranieri sarebbero piuttosto rapidi. Indipendentemente dall’eventuale scambio di prestiti con Julio Baptista da dirottare a Milano (che potrebbe portare anche al riscatto di Burdisso da parte dei giallorossi), il club di Trigoria aspetta di capire se David Suazo sarà «tagliato» dall’Inter. Sempre che l’honduregno decida di restare in Italia: sulle tracce dell’attaccante sono piombate almeno tre società spagnole, Espanyol, Saragozza e Villarreal.
Ed essendo l’attaccante l’unica priorità del mercato della Roma, se Suazo dovesse sfumare, si affaccia nuovamente l’ipotesi Luca Toni, che ha ottenuto dal Bayern di essere almeno ceduto in prestito. Sfumata definitivamente, anche se mai realmente aperta, la pista Adriano, che ha deciso di prolungare il suo rapporto con il Flamengo di altri sei mesi con un ingaggio aumentato del 40 per cento. La Lazio, perso Pandev, dovrebbe assicurarsi Maxi Lopez (il Gremio vorrebbe riscattarlo dall’Fc Mosca, proprietaria del cartellino, e poi girarlo ai biancocelesti): anche il procuratore dell’argentino ha ammesso l’offerta del club di Lotito.
Il mercato di gennaio ruoterà inevitabilmente attorno a un valzer di attaccanti: gli scontenti Cruz e Rocchi potrebbero fare le valigie e lasciare Roma, il secondo è tenuto sotto osservazione dalla Fiorentina che per ora ha acquistato un difensore, Felipe dall’Udinese. Il Livorno e il Siena sono pronte a uno scambio Pozzi-Calaiò, ma guardano anche ad altre punte. E sotto l’albero c’è chi può già annunciare il primo colpo «invernale». Il Genoa ha infatti preso dal Bordeaux il centrocampista brasiliano Menegazzo, che in Italia aveva già giocato a Siena e in Francia si fa chiamare solo con il nome di battesimo, Fernando.