Lega: Lotito "stoppato" da Petrucci I "toscani" all’assalto di Gussoni

Sonno iniziate le grandi manovre elettorali per il rinnovo degli incarichi nel calcio italiano. Scontata la rielezione di Giancarlo Abete. Lotito frenato dallo statuto attuale che prevede l’incompatibilità tra presidenza di Lega e quella di un club associato<br />

Milano - Son cominciate le grandi manovre elettorali per il rinnovo degli incarichi nel calcio italiano. Scontata la rielezione di Giancarlo Abete, presidente uscente della federcalcio. Non ha rivali da cui guardarsi. Uno, potenziale, Antonio Matarrese, ha dovuto misurarsi con la dura realtà. E cioè con la “tigna” con cui Abete esercita la sua presidenza (orari da stakanovista, ore 7.30 del mattino l’ingresso in via Allegri, luci spenti alle 21 di sera), scrupoloso nel passare da un convegno all’altro, da una partita di Champions all’altra, senza trascurare un solo comitato regionale.

Più frastagliato il panorama invece alla Lega calcio di Milano dove i club di serie B vorrebbero togliere a Matarrese la fiducia data due anni prima, mentre Inter, Juve, Milan e Roma sono schierati al fianco del dirigente pugliese che ha due qualità non trascurabili per ricoprire l’incarico: tempo libero a disposizione e reddito personale così da non reclamare uno stipendio indispensabile per un eventuale manager. Dietro le quinte, al momento, si agita un candidato improbabile. Si tratta di Piero Lotito, presidente della Lazio frenato dallo statuto attuale che prevede l’incompatibilità tra presidenza di Lega e quella di un club associato, introdotta all’epoca per evitare il ripetersi dell’elezione di Adriano Galliani.

L’ostacolo potrebbe essere aggirato con una ulteriore modifica dello statuto a cui si oppongono, e a ragione, Petrucci presidente del Coni oltre che Abete (un’assemblea generale della federcalcio costerebbe, in bilancio, quasi 300 mila euro) per motivi procedurali. Sono già previste modifiche statutarie dopo la prossima tornata elettorale: in tempi di magra, convocare due volte in pochi mesi l’assemblea della federcalcio, è uno spreco insopportabile. Acque agitate anche tra gli arbitri. Qui Marcello Nicchi, esponente del cartello toscano del settore (a lui fanno riferimento, tra gli altri, l’ex arbitro Bertini, della stessa sezione di Arezzo e l’ex vice-presidente federale Mazzini, entrambi coinvolti in “moggiopoli”) è intenzionato a ripresentarsi per strappare la poltrona di presidente a Cesare Gussoni, la nobile figura di garanzia nel frattempo diventato vice-presidente vicario di Abete in federcalcio.