Lega, Maroni attacca Monti:"Governo ipercentralista"

L'ex ministro lancia la ricandidatura di Tosi: "Da Verona può realizzarsi il sogno della Padania". E sul governo: "Da Monti abbiamo ricevuto solo due dita negli occhi"

"Noi siamo da soli all’opposizione, tutti gli altri in maggioranza. Quindi, è complicato dire: sono all’opposizione a Roma ma vado in maggioranza da un’altra parte. E poi ci sono le scelte del governo: potrei ricordare che il primo provvedimento del governo Monti non è stata la crisi ma 'Roma capitale' poi il voto agli immigrati e lo svuota carceri". All’assemblea della Lega nord a Verona, il ministro dell’Interno Roberto Maroni torna a pungolare il governo tecnico e a criticare duramente l'appoggio garantitogli finora dal Pdl.

L'ex ministro dell'Interno attacca frontalmente il Professore per il tenore delle misure messe in cantiere per rilanciare il Paese e uscire dalla crisi economica. Secondo Maroni, infatti, "proprio sul federalismo il governo Monti ci ha messo due dita negli occhi, e chi ha votato la manovra come il Pdl ha contribuito a mettere due dita negli occhi alla Lega". "Quando uno lo fa una, due, tre volte e poi viene a dirmi 'facciamo gli accordi' perché conviene a loro sul territorio - ha sottolineato Maroni - io gli dico: 'non va bene, non si può'". Per l'ex titolare del Viminale, questo "è uno solo dei tanti esempi che potrei fare dell’inversione di rotta del Pdl rispetto agli impegni presi con noi - ha spiegato l'esponente del Carroccio - noi siamo coerenti sui nostri impegni gli altri no. Noi siamo leghisti, siamo barbari un po' sognanti i barbari le hanno prese dai romani. Noi oggi vogliamo prenderci la rivincita. E noi siamo persone semplici: 'se stai con me facciamo l’accordo, se no ognuno con la sua strada'. Perché, i cittadini non capiscono, non capirebbero perchè si portano via i nostri soldi, per colpa di Monti e di chi l’ha votato e poi facciamo l’alleanza con questri qua".

Adesso i vertici di via Bellerio vogliono concentrarsi sul territorio e sulle elezioni amministrative. Per Maroni la nuova fase potrebbe partire da Verona: "Da qui possiamo arrivare a realizzare il nostro grande sogno, quello di 'barbari sognanti', che si chiama Padania". Concludendo l'intervento all’assemblea della Lega di Verona, che di fatto apre la campagna per la rielezione a sindaco di Flavio Tosi, Maroni ha sottolineato chiaramente che da Verona il Carroccio comincia da solo: "Si apre la strada perché possiamo diventare il primo movimento per i cittadini di tutta la Padania. Un sogno che vede la Lega lanciare la sfida a tutto il sistema politico che è tornato ad essere 'romano'". Maroni non ha rivangato i tempi del Caf: "Erano tutti lì assieme a Roma e Bossi mi disse: 'ho un grande sogno nel cuore di fare della Lega il partito egemone del Nord'. Io lo presi un po' per matto, ma quel pazzo visionario aveva ragione. E noi oggi possiamo per davvero diventare il primo movimento di tutto il Nord".