La Lega moltiplica i voti perché non va a sciare

Mentre gli altri politici si riposano in località di lusso, le camicie verdi lavorano sul territorio

Ma quale campagna. Tra Natale e Capodanno anche quella elettorale finisce sottozero, le truppe del Pdl (ma guai a generalizzare) preferiscono la montagna e lasciano il campo libero ai leghisti che da anni seguono la strategia opposta: sfruttare le feste comandate. In vista di amministrative e, sai mai, politiche anticipate invadono i salotti delle tv locali, stringono le mani ai negozianti più che ai maestri di sci, ispezionano i quartieri a rischio quando mezza politica è in vacanza, e chi rimane dà più nell’occhio. «Maggiore presenza sul territorio». Lo avevano garantito i colonnelli del Pdl giusto due mesi fa a Palazzo Marino: un caso emblematico. Riuniti con il sindaco Letizia Moratti c’erano i ministri e coordinatori locali del partito. Tutti d’accordo che quello per il Comune di Milano nel 2011 sarà un voto che vale doppio, «non basta vincere, bisogna stravincere, è la battaglia più importante». Confermare il buongoverno del Pdl nella città-simbolo, come dire che gli sgambetti da sinistra, futuristi (nel frattempo si è aggiunto il Terzo Polo) non hanno avuto effetti. Un invito a «serrare i ranghi» e «scendere attivamente sul territorio» che doveva galvanizzare consiglieri e assessori. Andava precisato «feste comprese». Giunta di Provincia e Regione si riuniscono anche oggi, quella del Comune (dove si vota) è in ferie fino al 4 gennaio.
Non servivano appelli ai caterpillar di lungo corso, come il vicesindaco Riccardo De Corato: il senatore del Pdl consuma ancora le suole tra mercatini di Natale e brindisi con i commercianti. Non a caso alle amministrative del 2006 ha raggranellato 8.603 preferenze, secondo solo a Silvio Berlusconi. Una lezione che dovrebbe far riflettere i consiglieri con meno esperienza (e voti) alle spalle. La conoscono bene i lumbard, anche Umberto Bossi ieri sera è intervenuto al «Berghem Frecc», la festa del Carroccio in provincia di Bergamo.
A Milano gli uomini del Capo sono tutti in servizio. Il segretario provinciale Igor Iezzi, l’assessore provinciale Stefano Bolognini, il presidente del consiglio regionale Davide Boni. Tra giunta e consiglio comunale, dove a maggio si voterà per il Moratti bis, i leghisti sono due. Il capogruppo in consiglio comunale è Matteo Salvini, europarlamentare ed ex deputato. Uno che - diciamolo - potrebbe permettersi le vacanze a St.Moritz senza rischiare il tracollo elettorale. Ma farà le ferie solo a cavallo di Capodanno, in questi giorni ha visitato i medici del Policlinico, il Comando dei vigili, ha incontrato i macchinisti della metropolitana e le loro proteste sono già finite su una lettera spedita al presidente dell’azienda che gestisce i mezzi. È andato a confermare ai residenti delle case popolari infuriati che la Lega non va in vacanza e li difenderà dai giudici che vogliono dare gli alloggi ai rom. L’unico assessore leghista della giunta Moratti: Alessandro Morelli, gira tra messe di Natale e ospedali per portare giochi ai bimbi ricoverati. Strette di mano uguale voti? Non è automatico. Ma il partito in 4 anni ha quasi raddoppiato i voti, passando dai 42mila del 2006 ai 74mila delle Regionali 2010. Però a dire il vero in questi giorni anche i duri della Lega hanno ceduto sui tour nei mercati: aboliti, fa troppo freddo.