«La Lega non vuole Abete capo della Figc»

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Matarrese sbarra la strada a Giancarlo Abete presidente federale in pectore e prende a scudisciate Petrucci, presidente del Coni. Don Tonino non molla la presa e le repliche stizzite del Foro Italico non lo inducono certo al silenzio. Né ad abbassare il capo. Si annunciano settimane di fuoco con altri duelli e stoccate feroci. Tra un paio di rivali scelti, Matarrese sceglie di stare dalla parte di Pancalli, commissario straordinario cui dedica invece parole dolci e comprensive. È una vecchia regola della politica democristiana: è sempre meglio avere qualche porto dove trovare riparo. L’occasione è data dal grande summit allenatori-giocatori-arbitri promosso ieri a Fiumicino dalla federcalcio per mettere a punto il rapporto tormentato con i fischietti. La partenza di Matarrese è di quelle che promettono scintille. «Non può essere Abete a rimettere insieme la macchina della federcalcio. Sono suo amico, l’ho portato io nel calcio ma all’interno della Lega di Milano ho trovato una severa censura sul suo operato e le porte chiuse. La sua elezione avrebbe dunque la contrarietà della Lega che porta i soldi» il primo petardo fatto esplodere sotto la candidatura che sembrava unica e scontata. La risposta, prudente, in linea col personaggio, arriva attraverso un sito. «Sono nel calcio da quando avevo 7 anni e penso sia utile aspettare prima l’approvazione del nuovo statuto e poi pensare ai ruoli da occupare» fa sapere Giancarlo Abete.
Più scoppiettante il duello a distanza con Petrucci e il Coni. La bordata di Matarrese è di quelle che lasciano il segno. «Il Coni continua a parlare di controlli. Ma mi faccio una domanda: perché il Coni non ha controllato quando c’era la federcalcio che crollava? I controlli ci devono essere sempre, non quando si vuole» la bordata partita di primo mattino, con l’intervento alla trasmissione Radio anch’io. La replica di Petrucci, affidata al sito, non risponde al quesito di don Tonino. «Va bene l’accordo sullo statuto ma attenti a non destabilizzare il sistema con dichiarazioni fuori luogo che arrecano danno al calcio» la sintesi della predica proveniente dagli uffici del Coni. Nel frattempo, a Roma, sbarca Michel Platini a caccia di voto per l’elezione a presidente Uefa. Sull’opportunità di darlo al suo rivale, lo svedese Johansson, son tutti d’accordo: Pancalli, Matarrese e anche Franco Carraro. Non è clamoroso ma quasi.