Lega Nord e An attaccano la giunta Moratti

La Lega «boccia» il sindaco di Milano. Anche An si associa e denuncia il «buonismo» dell’assessore comunale alle Politiche sociali. Giudizi sull’operato di Letizia Moratti e di Mariolina Moioli espressi da Matteo Salvini e Gianfranco De Nicola che, nero su bianco, preannunciano nuove iniziative di protesta in quel di Opera e anche a Palazzo Marino.
«Quando il bilancio del Comune arriverà in aula faremo azzerare le voci di spesa relative ai nomadi. Spese che devono tendere allo zero perché è sbagliato far spendere soldi ai milanesi, denari che vengono sbattuti via ogni qual volta si fanno interventi a favore dei rom» dichiara Salvini. E, attenzione, «nel programma con cui è stato eletto sindaco Letizia Moratti c’è il ripristino nella legalità, sei mesi dopo ci sono ancora un’ottantina di campi nomadi illegali che rimangono sul territorio milanese: signor sindaco, da questo punto di vita non abbiamo più tempo da aspettare».
Parole pesanti come pietre che, chiosa Salvini, non «sono una minaccia» ma una richiesta «chiara e precisa: se non avremo le risposte che ci aspettiamo, be’ vedremo quello che succederà». E il pensiero corre alla possibile uscita dalla maggioranza della Lega «indisponibile» continua Salvini «ad assistere al balletto dell’ipocrisia, quello del tavolo prefettizio che passa sulla testa dei cittadini».
Tavolo da cui, fa sapere l’assessore regionale Davide Boni, è «stato escluso un cittadino, colpevole di essere vicino alla Lega». «Discriminazione» messa in atto dal sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, che An «denuncerà» insieme «al presidente della Provincia, Filippo Penati, e al presidente della Casa della Carità, don Virgino Colmegna» qualora «uno degli ospiti del campo nomadi allestito alle porte di Opera si rendesse responsabile di un atto d’illegalità nei confronti dei residenti». Avvertimento firmato da Gianfranco De Nicola, capogruppo provinciale di Alleanza nazionale, che definisce «irresponsabile» la decisione di «collocare quel campo vicino alle case di via Borsellino»: «Irresponsabile perché c’è il dovere dell’accoglienza ma anche il diritto di escludere, di fronte a certe situazioni». Richiamo che il capogruppo di An a Palazzo Isimbardi completa denunciando pubblicamente «la stanchezza di tanti rispetto a certo buonismo portato avanti anche da assessori della giunta Moratti, mentre i cittadini replicano picche agli accordi con i rom».
Segnali, sia quello leghista che di An, di un malessere tutt’interno a Palazzo Marino che, annota Salvini, è e deve «rimanese sul piano della politica e della democrazia» e non «passa certo attraverso l’incendio di tende con le molotov». Reazioni da condannare reclamando il «ripristino della legalità, mentre dal Comune di Milano c’è chi vagheggia di dialogo e di solidarietà». Sostantivi, quest’ultimi, che in quel di Opera si declinano con la protesta.