Ma la Lega presenta la sua legge sulla castrazione chimica

Un trattamento farmacologico può bloccare la libido

da Milano

Prevede anche la cosiddetta «castrazione chimica» la proposta di legge presentata ieri dalla Lega Nord in risposta ai gravi episodi di violenza sessuale registrati nelle ultime settimane. Il ministro per le Riforme Roberto Calderoli aveva lanciato l’idea all’indomani della violenza subita da una giovane milanese e adesso, quella che poteva sembrare una boutade, è finita nero su bianco alla Camera.
«Bisogna dare delle risposte ai cittadini - spiega Andrea Gibelli, capogruppo del Carroccio alla Camera - che ci chiedono risposte più drastiche e un messaggio anche al Palazzo dove abbiamo notato un atteggiamento poco costruttivo rispetto alla nostra idea nonostante di alternativo non ci sia granché. La volontà da parte degli immigrati di usare lo stupro come uno strumento di sfida è alla base dell'inasprimento di tutta una serie di sanzioni... abbiamo notato una ritualità nuova e inedita nei recenti casi al centro delle cronache», ha aggiunto Gibelli.
La proposta di legge prevede una serie di inasprimenti delle sanzioni per far fronte a quella che i leghisti definiscono la «sfida degli immigrati al nostro Paese».
Ma in seno alla maggioranza molti prendono le distanze dalle posizioni del carroccio. A cominciare dal ministro dell'Interno Beppe Pisanu che subito ha frenato le camicie verdi, ribattendo che «l'equazione tra immigrazione clandestina e criminalità non ha fondamento e che non sono necessari inasprimenti del sistema di sicurezza vigente».
La proposta di legge studiata dalla Lega poi prevede una diversa rubricazione del reato di violenza sessuale nel codice penale (considerando lo stupro come delitto non più contro la libertà della persona ma contro la vita e l'incolumità individuale), ma anche e soprattutto la castrazione farmacologica, nuovo strumento punitivo.
Secondo Carolina Lussana, responsabile Giustizia della Lega, la castrazione chimica avrebbe «una finalità preventiva, di recupero, quindi rientra pienamente in un percorso di riabilitazione».
Il testo prevede anche che il «trattamento» sia obbligatorio per i reati di violenza sessuale di gruppo o su minori e in caso di aggravanti e recidiva.
Fra le novità contenute nella proposta, l'arresto obbligatorio in flagranza di reato e maglie più strette riguardo alla possibilità che i detenuti per violenza sessuale godano di permessi premio.