La Lega promuove i militari e per il 2009 chiede rinforzi

Socurezza, positivo il bilancio dei primi sei mesi di attività dell’esercito. Salvini: "Ma ci sono ancora quartieri e zone non coperti"

Quasi diecimila persone identificate (9.699 per l’esattezza) in quattro mesi. In pratica, circa ottanta controlli al giorno, e in oltre la metà dei casi (5.541) si è trattato di stranieri. Il Viminale ha chiuso il bilancio dei primi mesi di attività dell’esercito in città. Le pattuglie speciali inviate dal ministro dell’Interno Roberto Maroni per presidiare i luoghi «sensibili», dal Cpt di via Corelli alla stazione Centrale, via Padova, davanti alle sedi diplomatiche e agli obiettivi a rischio.
Matteo Salvini, capogruppo della Lega in Comune, fa notare il divario (abissale) tra l’attività dei militari sotto la Madonnina, dal 4 agosto al 30 novembre, rispetto a Napoli dove «probabilmente i soldati non hanno lavorato di più, ma i problemi sono ben più gravi». Leggermente superiore il numero delle pattuglie impiegate nel capoluogo della Campania, 5.455 contro le 4.824 di Milano. Ma lì le persone identificate sono state quasi quattro volte di più (33.010 contro 9.699). In città, 56 sono state arrestate (a Napoli 96) e 47 di queste erano immigrate. Altre 123 (di cui 90 straniere) sono invece state denunciate dai soldati ma sono in stato di libertà (al sud 466). Denunciati in 49 all’autorità amministrativa, di cui 36 stranieri, e 107 sono state le persone accompagnate in questura per l’identificazione. I militari hanno effettuato 23 perquisizioni - contro le 311 di Napoli, oltre tredici volte di più - e, il confronto più sorprendente, se i veicoli controllati a Milano sono stati 1.511, a Napoli il dato balza addirittura a 16.407. Di più: dopo le verifiche, le auto sequestrate in città sono state appena dieci, al sud ben 1.279. Proporzione 1 a 129 per le patenti di guida ritirate, ancora una volta è Milano a fare la parte della virtuosa.
Salvini, onorevole del Carroccio ma anche presidente della Commissione sicurezza a Palazzo Marino, puntualizza che «la presenza dell’esercito presso il centro di via Corelli, davanti a siti e obiettivi sensibili in città, ha “liberato” e reso operativi sul territorio cittadino almeno duecento agenti delle forze dell’ordine, che possono così presidiare meglio i quartieri». L’effetto-esercito in città, precisa però, «non va calcolato solo dal numero degli interventi. La presenza è efficace soprattutto come deterrente: la sola presenza in alcuni luoghi difficili scoraggia a tentare reati».
A questo punto, Salvini invita il sindaco a «chiedere un incremento della presenza dei militari per il 2009. Tanto per fare un esempio, davanti alla sede della Lega di via Bellerio, dopo le ripetute minacce c’è da anni un presidio fisso di poliziotti. Potrebbero operare in quartieri a rischio vicini, come viale Monza, ed essere sostituiti dai militari». Dal quartiere Olmi a Baggio a piazzale Siena, non si contano le richieste dei milanesi per avere la presenza rassicurante dell’esercito nel proprio quartiere. Per questa ragione, ad inizio anno Salvini inviterà in Commissione sicurezza «i comitati dei cittadini perché segnalino i problemi e diano un parere su dove vorrebbero la presenza dei soldati».